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Roma, due match ed un set a zero: Juventus e Napoli ammazzano la lupa

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Rudi Garcia, allenatore della Roma

Game, set and match! Per di più a zero: questo è l’esito delle due trasferte giallorosse allo Juventus Stadium e San Paolo. Indizio preciso o mera casualità? Le ragioni possono essere molteplici e le più disparate, l’analisi oculata delle due partite porta a galla diverse indicazioni, non tutte negative per la squadra di Garcia. Ma il risultato è quel che conta, il più delle volte: da questo punto di vista non c’è scampo ed il rischio che la Roma cominci a sentirsi piccola con le grandi rischia di diventare una sindrome pericolosa.

UN BREAK TAGLIA-GAMBE, ROMA COL BRACCINO – Il dato è eclatante, 3-0 per mano di Napoli e Juve, entrambi i casi con la Lupa in trasferta. Due gare ben diverse, soprattutto se si mette a confronto il primo tempo di ieri con la mezzora iniziale a Torino: la squadra di Garcia aveva costretto gli uomini di Conte alla trincea nella propria metà campo, forse anche una scelta voluta dal tecnico leccese e non del tutto indotta dalla pressione degli ospiti. La Roma non creò nulla, a parte tanto sterile possesso palla, dando però dimostrazione di personalità e qualità nel palleggio. La sola occasione, infatti, arrivò grazie ad un pasticcio in impostazione di Bonucci a metà campo che dette luogo ad un contropiede non finalizzato dai giallorossi. Poi alla prima azione, firmata dal duo Tevez-Vidal, la Vecchia Signora realizzò il break vincente fino ad un netto 3-0 che vide la Roma scomparire dal campo. Non una traccia di reazione, caratteriale e nel gioco, squadra molle ed involuta che sembrava si fosse reincarnata nelle scialbe esibizioni giallorosse delle due precedenti stagioni. Ma se possibile, ieri è andata anche peggio. Se l’errore di cui fu maggiormente imputato Rudi Garcia a Torino fu quello di inserire Ljajic per il più funzionale e duttile tatticamente Florenzi, ieri si può dire con certezza di aver assistito al primo strafalcione del francese da quando siede sulla panchina capitolina. Bastos, reduce dal paradiso degli emirati, schierato in un ruolo che nemmeno nella modesta Ligue 1 ricopriva con sufficienti garanzie: quello di terzino sinistro. Schierarlo contro chi in Italia è un maestro nel sfruttare le fasce e la velocità del contropiede è un autentico suicidio: Callejon e Mertens ringraziano. Curiosa la scelta di far riposare Maicon, la cui esperienza in queste partite dall’ambiente infuocato poteva fare la differenza, con conseguente spostamento dell’affidabile Torosidis sull’altro versante.

Capitolo attacco: ancora una volta out Florenzi, determinante nella copertura di entrambe le fasi, soprattutto nei primi 60 minuti di gioco. Ljajic ha dimostrato a più riprese la sua funzionalità a partita in corso, situazione in cui ieri sarebbe stato adatto per punire in contropiede un Napoli alla disperata ricerca di un gol. Garcia avrà tratto importanti indicazioni da questi due match contro le prime classificate della Serie A, ovvero gli unici avversari all’altezza della Roma in questa stagione. In verità anche l’andata fra Roma e Napoli, vinta 2-0 dai giallorossi, fu una gara difficile risolta solo da due piazzati di Pjanic ma condita da ben 3 legni dei partenopei. Occorre trovare rimedio al più presto per il proseguo del campionato, quando le due sfide si ripresenteranno: per non correre il rischio di sentirsi piccoli con le grandi e grandi con le piccole.

Orazio Rotunno

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