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Yan Aurel Bisseck, un gol che sa di scudetto

Da settembre a oggi, ovvero nelle ultime 32 partite, solo una squadra è riuscita a mettere KO l’Inter: è il Bologna di Thiago Motta, capace di bloccarlo in parità in campionato, alla gara d’andata, e di buttarlo fuori dalla Coppa Italia.
Per la partita di sabato sera, quindi, servivano le idee giuste per battere quella che per molti è la formazione rivelazione di questo campionato. Servivano gambe e polmoni, tecnica e fiuto. Serviva testa. E l’Inter l’ha trovata in Yann Aurel Bisseck, grosso modo alla mezz’ora di gioco. Un gol in tuffo, la palla schiacciata e poi scaraventata in porta. Un gol di una pesantezza unica, che regala alla squadra di Inzaghi un pezzo di scudetto.

Bisseck. Fonte Foto: Goal.com Italia
Alla scoperta di Bisseck
1 metro e 96 per 83 chilogrammi. Un fisico da far invidia a molti, soprattutto se si pensa alla data di nascita 29 novembre 2000. Yann Aurel Bisseck è una forza della natura: lo vedi svettare in difesa, dove sa giocare tanto con il destro, il suo piede preferito, che con il sinistro. È perfetto per una difesa a tre, ha giocato anche terzino e al Colonia è stato utilizzato anche da mediano.
È qui che è iniziato tutto, nel settore giovanile dei biancorossi, dove entra a 7 anni e dove rimane fino al 2019, prima di una girandola di prestiti tra Paesi Bassi, all’Holstein Kiel e al Roda JC, e in Portogallo, alla squadra B del Vitoria Guimaraes. Nel 2021 lo prende l’Aarhus, in Danimarca, prima in prestito poi a titolo definitivo, per 650 mila euro. Un vero e proprio affare per i danesi, con Bisseck che dopo aver collezionato 6 gol in 68 presenze finisce sul taccuino dei club di mezza Europa. Anche quello dell’Inter, che se lo aggiudica la scorsa estate per 7 milioni di euro.
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Yann Bisseck con la maglia della Germania. Fonte Foto: Eurosport
Sulle orme di Lucio
Decimo tedesco della storia dell’Inter, Bisseck ha raccontato di ispirarsi a due grandi difensori: il primo è scontato ed è quel Javier Zanetti che a Milano equivale a un pezzo di storia. Così come l’altro: Lucio, il difensore brasiliano del Triplete. E chissà che non sia proprio questo l’obiettivo del giovane classe 2000, uno che le idee sembra averle chiare. Se non avesse fatto il calciatore, racconta, sarebbe diventato un medico, anche se aveva un altro pallino, quello del basket. La sua squadra è quella dei Philadelphia 76ers, dove gioca il suo idolo: Joel Embiid. Camerunense, come i genitori di Yann. Un difensore giovane, forte e ambizioso. Un difensore che sa bene cosa vuole. Ed è venuto a Milano per prenderselo.











