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La Opinión

Ripartiamo da zero

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Il giornalismo sportivo è cambiato radicalmente negli ultimi anni, una metamorfosi che ha innescato un processo di decadimento radioattivo della qualità informativa. Da Gianni Brera ai fenomeni da baraccone dei talk show televisivi, da Gianni Mura al nude-look delle wags opinioniste, dalla vecchia carta stampata ai quotidiani online del ‘clamoroso’, niente è più come prima.

Avevamo alzato bandiera bianca qualche anno fa, ingoiati dalla mancanza di stimoli, dalla crisi dell’editoria e dal monopolio dei colossi dell’informazione. L’assenza di entrate economiche e la voracità dei grandi editori hanno seminato lungo la loro strada molte vittime e indotto centinaia di redazioni qualificate a gettare la spugna. Anche noi l’avevamo gettata.

In questo periodo sabbatico abbiamo capito che l’editoria non è un settore in grado di fornire un futuro a dei redattori di un quotidiano online popolare, ma di seconda fascia. In questo periodo di silenzio, però, siamo diventati finalmente grandi e abbiamo intrapreso strade alternative che ci consentono di sbarcare mensilmente il lunario. Siamo stati fortunati a non svendere il nostro progetto ai network che hanno fatto razzie di blog e testate online di media portata, siamo stati veramente fortunati perché adesso ci possiamo permettere il lusso di informare gli utenti senza l’ansia delle visite e degli introiti.

I fallimenti rappresentano sempre il punto di partenza per nuove sfide, e anche per noi di Sportcafe24 è stato così. Si riparte ufficialmente da oggi, con un profilo basso, nel tentativo di erogare un’informazione differente dalla cloaca giornalistica che ci circonda.

Io, Orazio Rotunno, Matteo Masum, Davide Terraneo, Davide Luciani, Gianpiero Farina e Luigi Fontana eravamo già al timone di SportCafe24.com qualche anno fa, Gennaro Donnarumma, Lamberto Rinaldi e Giovanni Brandi sono saliti da poco sul veliero anticonformista dell’informazione sportiva.

Ripartiamo senza padroni e liberi di scrivere tutto quello che ci passa per la testa, ripartiamo senza censure e senza un piano editoriale, ripartiamo nella speranza di riprenderci quella fetta di pubblico che ama le storie di sport.

 

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