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Tirata per la barba: l’inspiegabile ascesa di Davide Moscardelli

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Davide Moscardelli con la maglia del Bologna
Davide Moscardelli e la barba del successo

Davide Moscardelli e la barba del successo

PRESENTAZIONI – Nel fare questo articolo, mi sono reso conto di una cosa: a differenza delle altre rubriche di Sportcafe24, come Gli sfigati del lunedì o gli Italians play it better dei sempre ottimi Antonio Casu e Antonio Fioretto, io ho commesso il grave torto di non presentare mai ai lettori ciò che facevo. Sono Modestino Picariello e la mia rubrica si chiama Overvaluation.
Di cosa tratto? Riprendendo le parole del direttore “di figure sportive che per un attimo sono state famose ed adesso non contano più“. Lo ammetto, non sono sempre riuscito a restare nei termini, ma stavolta, beh, stavolta è tutta un’altra storia.

SIGNORI, TUTTI IN PIEDI – Oggi vi presento il re dei calciatori sopravvalutati, il top player del godimento effimero, la superstar dei bimbiminkia (sì, si scrive proprio così…), colui che per un’estate era diventato più forte di Pelè e Maradona messi insieme e nostra unica salvezza per i Mondiali 2014, ed adesso si avvia mestamente al declino. Musica di Vangelis (la Gialappa’s capirà), ecco a voi Davide Moscardelli!

LA CARRIERA – Davide Moscardelli è un giocatore come tanti altri: nato belga, ma romano di cuore e d’adozione e di tifo, parte dalla promozione, e, senza mai fare sfracelli sale lentamente la china. Eccellenza, C2, Serie B per tanti anni, il massimo dei gol saranno 16 in 43 presenze, è un attaccante esterno, ma niente di speciale, buone doti, costanza e nulla più. Per questo il passaggio in A, sempre in squadre che lottavano per la salvezza, è una delusione continua: panchine a gogò, gol col contagocce, al Chievo finisce addirittura in tribuna ed allora nel gennaio 2013 lo prende il Bologna e lì accade qualcosa

PER LA BARBA DI… – Per vezzo estetico, arrivato nella città emiliana, il nostro Davide Moscardelli si fa crescere la barba senza tagliarla più, arrivando così all’estate più simile ad un profeta religioso che ad un calciatore di pallone (anche perchè a Bologna segna un solo gol in sei mesi…). Ma la barba di quel profeta inizia, incredibilmente, a fare proseliti: il popolo del web, sconvolto da quella scelta controcorrente, una barba foltissima in un’estate afosa, inizia a condividerne le foto, a chiedere di lui, ad apprezzarlo. “Mosca” diventa un fenomeno virale in pochissimo tempo: 60000 followers su twitter e su facebook i gruppi intitolati a lui e alla sua barba sono sterminati. e il totale dei “mi piace” supera abbondantemente  quota 100000. Addirittura il Bologna decide di farlo essere protagonista unico della sua campagna abbonamenti, affidandogli, inoltre la maglia numero 10 (sì, esattamente quella di Baggio…) per l’inizio della stagione. La follia e il delirio si sono presi il calcio italico, c’è addirittura una petizione per farlo andare in nazionale. L’unico a guadagnarci davvero, sottotraccia, è proprio Moscardelli, che crea una diffusissima linea di abbigliamento col marchio “Fear the beard” (Abbi paura della barba) che diventa presto un piccolo oggetto di culto per aficionados.

PARLA IL CAMPO – Per fortuna (o sfortuna, vedete voi), l’estate finisce, ritorna il campo e il vero valore di Moscardelli, riassunto dai numeri: 7 presenze, un solo gol, e il Bologna che tenta di disfarsene piazzandolo dappertutto. Moscardelli rifiuta il Portogallo, adesso sembra imminente l’arrivo in serie B al Latina, di certo l’esperienza emiliana è finita. La barba porta fan, ma nessun punto in classifica.  Ci auguriamo sia giunta al termine anche l’euforia collettiva che per qualche mese ha portato alle massime vette un pedatore poco più che onesto. Caro Davide Moscardelli, non ci mancherai: alla barba preferiamo il piede e tu vedi la porta esattamente come vedi i barbieri. Da molto, molto lontano…

Modestino Picariello

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