Focus
Scontri tra ultras e linea dura del Viminale: stop alle trasferte di Fiorentina e Roma
Gli scontri sull’autostrada A1 accelerano la risposta delle istituzioni: stop alle trasferte, tolleranza zero e riflessioni sul futuro della governance del calcio.

Gli scontri tra ultras di Fiorentina e Roma sull’autostrada A1, avvenuti domenica pomeriggio all’altezza di Bologna, hanno scritto una nuova, inquietante, pagina del nostro sport. Immagini da guerriglia, immagini di violenza. Immagini che non resteranno senza conseguenze.
Quanto accaduto ha infatti riacceso con forza il tema della sicurezza legata al calcio e ha provocato una reazione immediata tanto delle istituzioni sportive quanto di quelle governative, pronte a intervenire con misure restrittive. Ma andiamo con ordine: i disordini, andati in scena mentre i tifosi erano in viaggio per seguire le rispettive trasferte contro Bologna e Torino, hanno visto circa 200 ultras fronteggiarsi sulla corsia d’emergenza dell’A1, nel tratto compreso tra l’autogrill di Cantagallo e l’uscita Bologna Casalecchio. Un confronto violento che avrebbe coinvolto anche automobilisti estranei ai fatti: alcune auto in transito sono state danneggiate, mentre le immagini delle videocamere di sorveglianza sono ora al vaglio delle autorità per ricostruire con precisione la dinamica degli scontri.
Le immagini sono immediatamente diventate virali e la notizia è finita subito su siti di informazione e nei principali telegiornali. Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli ha sottolineato come simili episodi vanifichino gli sforzi portati avanti negli ultimi anni per migliorare l’immagine del movimento: “Stiamo facendo tantissimo per costruire un’immagine pulita del calcio e questi incidenti non aiutano. Ho mandato un messaggio di solidarietà alla Polizia, per gli sforzi nel mantenere l’ordine pubblico». Simonelli ha inoltre confermato che «sono in programma riunioni su questo tema», a confermare la necessità di una riflessione più ampia che va oltre il singolo episodio.
L’eco della notizia è arrivata fino ai palazzi della politica. In via Rosellini, sede del Viminale, la linea è apparsa subito chiara: tolleranza zero. Secondo quanto riportato in serata da Adnkronos, il ministero dell’Interno ha deciso per lo stop alle trasferte dei tifosi di Fiorentina e Roma fino al termine del campionato, una misura drastica ma ritenuta necessaria per prevenire nuovi episodi di violenza.
Nel frattempo, all’interno della Lega Serie A si è aperto anche un fronte istituzionale. Nel corso dell’ultima assemblea, infatti, si è discusso di possibili modifiche allo statuto. «Stiamo valutando una serie di modelli», ha spiegato Simonelli, «tra cui la possibilità di trasformare la Lega, ora associazione non riconosciuta, in associazione riconosciuta oppure in una srl, in cui le venti società sarebbero i soci». Un dibattito che segnala come gli eventi dell’A1 abbiano accelerato riflessioni già presenti sul futuro della governance del calcio italiano.
Resta il dato di fondo: ancora una volta, episodi di violenza lontani dagli stadi finiscono per ricadere sull’intero sistema, colpendo migliaia di tifosi che nulla hanno a che fare con gli scontri. Perché la violenza non deve appartenere allo sport. Né dentro, né fuori dal campo.









