Football
Milano è tornata Capitale: lo scudetto all’ombra della Madonnina?
Inter solida e continua, Milan concreto e in crescita: a tre anni dall’ultimo duello diretto, la Serie A ritrova Milano al centro della corsa scudetto

Era il 2022 quando il Milan vinceva lo scudetto dopo un lungo duello con l’Inter. Ed è stato proprio quella l’ultima stagione dove i due club meneghini hanno dominato la classifica, giocandosi lo scudetto fino all’ultima giornata. Ora, a distanza di tre anni circa, Milano è tornato Capitale della Serie A. Con due squadre tanto diverse quanto uguali.
I nerazzurri stanno guidando la classifica, dimostrando continuità, forza e convinzione. A prendersi la scena, al di là dei singoli giocatori, è soprattutto Chivu. Erano tanti i dubbi sul tecnico rumeno quando è stato scelto per il post Simone Inzaghi. L’allenatore ha dimostrato intelligenza, non stravolgendo nulla e continuando sulla scia di un progetto tecnico e tattico ben definito e consolidato, e grande capacità di gestione. Perché, quando si ha una rosa di alto livello, è proprio il saper gestire che fa la differenza. Tra l’altro, le sfide contro Lecce e Udinese, hanno dimostrato che Lautaro e compagni sanno usare sia la sciabola che il fioretto. Perché sì non sono mancate le prestazioni e il bel gioco, ma l’Inter sa anche essere concreta, cinica e spietata. Insomma, un comportamento da grande squadra.
Dall’altra parte c’è un Milan che è stato capace di uscire da quattro giorni da incubo, caratterizzati dai pareggi con Genoa e Fiorentina. Le vittorie con Como e Lecce hanno consolidato il secondo posto. E, ancora una volta, c’è la mano di Allegri. Quanto fatto con i lariani è la dimostrazione di una squadra furba, scaltra e che sa quanto colpire e mandare ko gli avversari. Insomma, una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore. Nulla di appariscente e di spettacolare, con il solito corto muso. Ma è questo saper leggere le partite, sfruttando i momenti, che, alla lunga, fa la differenza. E poi c’è la qualità di Leao e di Pulisic, l’esperienza e il killer instinct di Rabiot e un Fulkrug che si è subito inserito nel migliore dei modi. E ora si aspetta il rientro a pieno regime di Modric. Perché la sua classe può sempre essere un fattore.
Per chiudere, va ricordato che non ci si può dimenticare del Napoli. Gli uomini di Conte difficilmente molleranno l’osso. La sensazione però è solo e soltanto una: Milano è tornata a essere grande protagonista assoluta.









