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Lazio, il caso Dia: numeri deludenti e futuro in bilico
Dal successo in Coppa d’Africa a una stagione ai margini: quali sono le prospettive future di Boulaye Dia alla Lazio?

Un solo gol in stagione. Solo 37 minuti nella Coppa d’Africa vinta con il Senegal. Insomma, un trofeo vinto senza esser mai protagonista o anche solo parte di un progetto. Può essere riassunta così l’annata che sta vivendo Boulaye Dia. Un attaccante che, in pochi mesi, pare essersi smarrito. Ma che cosa è successo?
Il senegalese è arrivato la scorsa estate alla Lazio, dopo 52 presenze e 22 reti con la Salernitana. L’ultimo anno in granata è stato ai margini per vicende extra-campo, ma il classe 1996 è stato considerato uno dei giocatori con cui ripartire in un nuovo ciclo, vista la sua esperienza, caratterizzata anche da un buona esperienza al Villarreal. Baroni è riuscito a costruire e a pensare un modulo offensivo, dove il giocatore si reinventa come sotto punta, giocando alle spalle di Castellanos. I 12 gol stagionali sono stati il simbolo di una buona stagione, anche se, nella seconda parte, c’è stato un calo più che evidente, dovuto soprattutto ad alcuni problemi fisici. E sono stati soprattutto questi ultimi a farla da padrone. Sarri, tornato sulla panchina dei capitolini, ha comunque provato a dargli fiducia, visto anche l’infortunio di Castellanos. Dia però, a parte il gol di Verona, non ha mai dato segnali e risposte. Anzi negli occhi rimangono prestazioni negative ed errori sotto porta, come quello nel derby contro la Roma.
Un addio sempre più vicino?
Il resto è storia più che recente e di una già raccontata Coppa d’Africa vinta come un comprimario qualsiasi. Ora è più che lecito chiedersi quale possa essere il suo presente alla Lazio. L’addio di Castellanos potrebbe aprire le porte di un’ennesima chance, nonostante l’arrivo di Ratkov e un rilancio di Noslin. Con un mercato aperto non si può addirittura escludere un addio già a gennaio, anche se, al momento, non sembrerebbero esserci offerte. Possibile che l’attenzione si sposti verso giugno, quando tra l’altro la Lazio dovrà essere esercitato il diritto di riscatto fissato a 11.3 milioni. Cifra che, visto quanto fatto, difficilmente sarebbe investita. Il finale dunque sembra esser prevedibile, con una storia iniziata bene. ma che rischia di chiudersi nel peggiore dei modi.









