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Football

Milan, quattro giorni da incubo: gli errori sono sempre gli stessi?

Dai segnali incoraggianti di Cagliari alla frenata improvvisa: il Milan paga errori ricorrenti, manovra lenta e una forte dipendenza dalle giocate individuali

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Allegri

Il calcio è una questioni di attimi, di momenti e di periodi. E, a volte, questi ultimi possono davvero essere brevissimi. Infatti, soltanto una settimana fa, dopo la vittoria di misura in quel di Cagliari, il Milan pareva essere il terzo incomodo nella lotta a due tra Inter e Napoli. I rossoneri poi hanno però vissuto quattro giorni da incubi, con i pareggi con Genoa e Fiorentina. Ma cosa è successo?

Tra l’altro l’analisi non può non cominciare sottolineando che i due suddetti risultati stiano addirittura stretti più agli avversari che al Diavolo. Il pensiero va al rigore sbagliato da Stanciu e alla traversa di Brescianini. Insomma, i meneghini hanno raccolto solo due punti, ma, analizzando come sono andate le cose, sarebbe potuta andare peggio.  Due partite che hanno in mostra i difetti e i limiti del Milan. Due sfide che hanno fatto capire come i rossoneri siano una squadra incapace di comandare il gioco. Di base, questo potrebbe anche starci, perché non si sta parlando di una rosa costruita per fare questo. La sensazione però è che si viva troppo di spunti, di fiammate e di invenzioni dei singoli come Pulisic, Leao o Modric. Il problema è che quando qualcuno di questi paga problemi fisici o incappa in una giornata no, come lo statunitense ieri, tutto si complichi inevitabilmente.

Nel mirino è finito anche Max Allegri, per quanto la sua impronta ha, molto spesso, permesso ai rossoneri di overperformare, vincendo molti big match, come il derby e quelli contro Roma e Napoli.  L’andamento con le piccole è però la solita macchia. Forse perché, quando si affrontano certe squadre, i problemi di manovra e di gioco vengono fuori maggiormente. Il motivo delle critiche, per quel che riguarda la sfida di Firenze, sono stati i tanti cambi, con una squadra imbottita di riserve che, nel primo tempo, ha mostrato delle difficoltà. Il mister ha sottolineato il fatto che si incappi sempre nei soliti errori e come, negli ultimi minuti, la squadra abbia staccato la spina. Segnali negativi di una piccola crisi. Servirà una svolta? Potrebbe essere il momento di una svolta tattica, magari con il passaggio al 4-3-3. Questo permetterebbe di sfruttare al massimo il potenziale offensivo, tenendo conto anche dell’arrivo di Fulkrug. Un modo per provare a sconfiggere l’astinenza da gol. Il recupero con il Como e la partita con il Lecce farà capire. Una cosa però non va dimenticata: il Milan resta secondo in classifica ed è imbattuto da ben 18 partite.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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