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Calcio femminile, svolta internazionale: l’esempio delle calciatrici saudite

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Calcio femminile – Forse il 2020 sarà davvero l’anno della svolta, il momento decisivo in cui le donne si prenderanno con la sola forza che da sempre le sostiene, i giusti spazi che meritano.

Anche l’Arabia Saudita fa dei passi in avanti in questo senso. Nel Regno in cui fino al 2018 le donne non potevano nemmeno recarsi allo stadio è stata finalmente lanciata la Women’s Football League, altro passo in avanti verso la parità di genere. Il campionato avrà un montepremi di circa 130 mila euro e, nella prima stagione, si svolgerà a Riyad, Gedda e Dammam, con possibilità di coinvolgere altre città in futuro.

Il Regno dove la figura femminile è sempre stata ai margini, subendo continue limitazioni alla propria libertà e privazione dei diritti, si è finalmente dimostrato pronto ad una svolta significativa. La creazione di una lega calcio femminile è l’ultima delle riforme volute dal principe Mohammed bin Salman. Sono serviti anni e anni che hanno visto l’Arabia saudita protagonista di guerre e di prime pagine sui giacimenti di petrolio ma mai famosa per questioni relative all’emancipazione femminile. Da qualche tempo, invece, l’idea del progresso è finalmente diventata più concreta.

Le donne hanno ottenuto il diritto di votare, di andare al cinema, di accedere allo stadio, di ricoprire alcune cariche istituzionali, di viaggiare da sole senza mahram. Quello della creazione di una Lega Calcio, dunque, è un ulteriore e importantissimo passo in avanti per la conquista di una libertà così tanto agognata, desiderata, sperata, e solamente in parte respirata.

CALCIO FEMMINILE, L’ESEMPIO DELLE CALCIATRICI SAUDITE

Emblema di questo desiderio di emancipazione, Saja Kamal, classe 90, libera calciatrice saudita. Saja vive a Riad ed è una delle pioniere del calcio femminile in Arabia Saudita. Ha collaborato con la Ong Equal Playing Field. Ha giocato sul Kilimangiaro in Kenya con una squadra di donne, il match di calcio “più alto” della storia, entrato anche nel Guinness dei Primati. Dopo il liceo Kamal ha studiato negli Stati Uniti e quando è tornata in Arabia Saudita ha creato una squadra nel compound dove lavorava.

Le difficoltà incontrate dal team di Kamal sono simili a quelle vissute da altre squadre in Arabia Saudita, dove il calcio femminile è sbarcato ufficialmente nel 2006 con la nascita del Jeddah King United, il primo club “rosa” del Regno. Ragazze e donne, tra i 13 e i 35 anni, che si allenavano tre volte a settimana, con calzoncini e maglie a maniche corte, assistiti da uno staff, oltre che da un pubblico, rigorosamente femminile. Un percorso tra alti e bassi, perlopiù legati alla situazione politica interna del Paese. Ora, nei piani il Saudi Vision 2030, piano del governo che ha tra gli obiettivi un coinvolgimento maggiore delle donne, anche nello sport.

Saja, infatti, innamorata del calcio da quando era solamente una bambina, è ormai una donna che si batte per l’uguaglianza di genere di tutte le minoranze dello sport. E sogna di essere protagonista anche in campo, magari con la maglia della sua Nazionale. Esempi di donne che lottano per ottenere la loro desiderata “altra metà del cielo”. Un percorso intenso, fatto di privazioni, difficoltà, anima, lotta e conquiste che vale sempre la pena raccontare.

 

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