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Cosa si cela dietro la rivalità Ibrahimovic-Ronaldo?

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È la notte di Milan-Juventus. Tutto sarebbe potuto accadere, si sapeva. E tutto è successo. Un primo tempo in cui è la Juve ad avere la meglio, e che vede i rossoneri sotto di due gol. Dopo le due reti segnate da Rabiot e da Ronaldo, però, al 62′ qualcosa cambia. È il momento di Zlatan Ibrahimovic: lo svedese deve tirare un rigore. Lo segna, e apre letteralmente le danze che faranno volare il Milan verso la rimonta: Kessié, Leao e infine Rebic, per un conclusivo 4-2. Ma non solo: Zlatan è anche protagonista, insieme a Ronaldo, di un simpatico (e ricco di significati) siparietto.

IBRAHIMOVIC RONALDO: QUEI SORRISI…

Zlatan Ibrahimovic sta per tirare il rigore. Cristiano Ronaldo si rivolge al suo portiere Szczesny e gli dice «Questo lo conosci, no?». Un messaggio e un suggerimento: “Paralo”. Ibra, però, segna. E si gira verso il suo storico rivale, sorridendo. Ronaldo ricambia quel sorriso. È un istante: una foto li immortala proprio in quel particolare momento: due campioni che si guardano e si sorridono in quel modo: così, sfidandosi con lo sguardo e allo stesso tempo beffeggiandosi, per l’ennesima volta nel corso delle loro carriere.

Quella di Ibra sarà stata certamente un’enorme soddisfazione. Si sa: non sono certo mancate le occasioni, nel corso degli anni, in cui si è divertito a sminuire le capacità calcistiche di Cristiano. Una delle ultime: all’approssimarsi della sfida di andata valevole per la semifinale di Coppa Italia, prima del lockdown, aveva dichiarato: «Sul campo ritroverò Ronaldo? L’unico vero Ronaldo è quello brasiliano». Ma le frecciatine sono uno dei suoi cavalli di battaglia, e non sono mai mancate. Persino quella del 2013 in cui, commentando l’assegnazione del pallone d’oro a Messi, sottolineava: «Cristiano è uno spettatore privilegiato, dato che assiste a queste cerimonie sempre in prima fila», per poi passare a criticare quel gol in rovesciata con la maglia del Real alla Juventus a 2,44 metri di altezza: «Bella, ma dovrebbe provare a farla da 40 metri» ricordando il suo capolavoro durante Svezia-Inghilterra del 2012, fino a commentare l’arrivo di CR7 in bianconero: «Per lui è una sfida andare alla Juventus? Una squadra che ha vinto la Serie A sette volte di seguito? Cazzate. Andare in un club del genere non è una sfida. Se ne cercava una nuova, sarebbe dovuto andare alla Juve quando era in B, per riportarla in Serie A e farla tornare ai vertici».

IBRA-CR7: SFIDA INFINITA

L’atteggiamento di CR7, invece, è sempre andato in direzione opposta: non ha mai risposto, a queste accuse. Non si è mai scomposto, neppure quando Ibra ha alzato il tiro. Ma la storica rivalità è sempre esistita. Uno che crede che il talento dell’altro non sia naturale, e l’altro che quasi lo tratta come un invidioso per i palloni d’oro che, a differenza sua, non ha mai conquistato. “C’eravamo tanto odiati”, verrebbe da dire. Eppure, guardarli ieri è stato bello. Quel sorriso sarà forse una tregua? Ma no, non illudiamoci neppure. È sempre quel sorriso lì: mordace, sarcastico, beffardo. Lo stesso sorriso su due labbra diverse: il sorriso di chi ha avuto, ha, ed avrà sempre la presunzione di essere il migliore. Il duello di ieri lo ha vinto Ibra: la sfida, però, è aperta e infinita.

Alessandra Santoro

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