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Football

Non è tutta colpa di Padelli

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Premessa: Daniele Padelli è una brava persona e ve lo dice un tifoso del Napoli che l’ha incontrato, un freddo giorno di gennaio, in compagnia di un tifoso del Milan, alla Stazione Centrale di Milano. Qualche battuta, tanti sorrisi, una foto. Un piccolo sketch, con tanto di aiuto per caricare un passeggino nell’ascensore. Daniele Padelli quindi è un uomo che ispira fiducia nel genere umano, di esempi così ce ne dovrebbero essere di più.

L’uomo, chiaramente, non va col calciatore: Padelli, chiamato in causa dopo l’infortunio di Handanovic, portiere dell’Inter, si porta sulla coscienza più di qualche gol subito dai nerazzurri nelle ultime due uscite, il Derby e la sfida, poi persa, contro la Lazio. Effettivamente sul totale di quattro gol subiti Padelli ha sempre almeno una colpa. Incerto in tutte e quattro le reti, clamoroso quasi con la Lazio per colpa di un errore di comunicazione con la sua difesa. Però parliamoci chiaro, è davvero tutta colpa di Padelli, come sta intendendo più di qualche tifoso nerazzurro?

Qualcuno salvi il soldato Daniele

Daniele Padelli è stato un portiere di discreto livello e in almeno un paio di stagioni grande protagonista, quando difendeva i pali del Torino. Poi è andato all’Inter, con cui ha debuttato contro il Pordenone, salvando capre e cavoli. Era il 2017. La seconda partita in nerazzurro? Nel 2020. Un portiere praticamente quasi inattivo da un triennio e perlopiù deputato al ruolo di preparatore, che non avrebbe giocato, per Conte, nemmeno nella partitella con la Primavera, che tipo di colpa può avere? Quella di non aver giocato, imputabile agli allenatori che ha avuto Padelli, da Spalletti all’attuale Conte.

O forse è colpa di Handanovic, tanto forte da offrire garanzie su ogni fronte nell’ultimo lustro? Forse è proprio colpa di Samir che, onnipotente quasi sempre tra i pali, ha illuso la società di poter essere immune da qualsiasi tipo di infortunio, lesione, slogatura. Giocoforza colpa della società, dunque. E del suo allenatore che, dopo un mercato faraonico tra giugno e gennaio, non solo continua a pungere i suoi datori di lavoro, ma chiede anche un portiere. Viviano. E Padelli, che colpa ha?

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