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Lazzari e Fares, la Capitale che non perdona
Lazzari e Fares in molti se li ricorderanno alla Spal. I due però, seppur con notevoli differenze, non sono riusciti a conquistare la Lazio

2018/2019. Una stagione come tante, forse. Non però dalle parti di Ferrara, città della SPAL, una delle società più antiche e storiche d’Italia. Quell’anno è difficile da dimenticare per gli emiliani e i loro tifosi, che hanno conquistato una salvezza incredibile, chiudendo al 13esimo posto. Merito del lavoro sagace di Leonardo Semplici, allenatore troppo spesso dimenticato e sottovalutato, e di una programmazione ponderata e intelligente. E La Serie A, raggiunta dopo mezzo secolo e conservata nel miglior modo possibile, ne è la dimostrazione. E tra i protagonisti di quel campionato ci sono i due esterni, cardine di un 3-5-2, fatto di lavoro sulle fasce, possesso palla e pressing a tutto campo. E i due esterni erano Manuel Lazzari e Momo Fares. I due che poi si sono ritrovati alla Lazio. I due che poi, nonostante notevoli differenze, non sono davvero riuscite a conquistare la Capitale. Eppure le attese erano elevatissime e di quelle importanti.
Da Ferrara a Roma, ma…
Corsa, velocità, capacità atletiche e assist: queste le caratteristiche dei due spallini. Magari qualche lacuna in fase difensiva e di copertura, ma i due sapevano sopperire con grinta, determinazione e impegno. Ed è stato questo a convincere a puntare sui due. Il primo ad approdare in biancoceleste è stato Lazzari, arrivato nell’estate del 2019 per una cifra che, calcolando anche l’inserimento di Murgia, si avvicinava a 18 milioni. Un’investimento importante e che, nella prima stagione, è stato ripagato con buone prestazioni e continuità. Anche se dal punto di vista statistico, nulla di meramente eccezionale, con zero gol e due assist. Quella però era la banda Inzaghi che ha addirittura sfiorato lo scudetto, con una corsa fermata solo dal Covid. L’anno successivo gli assist sono diventati comunque cinque, perché l’allenatore capitolino gli ha sempre dato fiducia. E quello è stato l’anno della coppia che si è riformata, con Fares che è sbarcato a Roma.
Insomma, il sogno era quello di ricomporre il duo di esterni che aveva fatto tanto bene alla SPAL. L’algerino però non è mai riuscito imporsi, pagando anche qualche problema fisico al ginocchio e agli adduttori. Le presenze sono comunque state 29, con qualcuna anche in Champions, ma nessun segnale, nessuna giocata, nessuna prestazione positiva, anzi tanti errori. E per lui da quel momento è iniziata una sorta di discesa, indossando le maglie di Genoa, Torino, Brescia, e dei greci del Panserraïkos. Con cui ha segnato una doppietta al debutto contro il Cagliari, per poi sparire. Con i granata non scende mai in campo a causa di un infortunio al legamento crociato, rimediato in allenamento, tornando in campo soltanto l’anno dopo con le Rondinelle. Tutto sommato buona l’esperienza ellenica. Ma nulla che abbia tornare ai fasti del passato, visti anche i continui ko fisici.
Ancora nella Capitale
Oggi Mohamed Fares è ancora un giocatore di proprietà della Lazio. L’esterno è fuori rosa e i biancocelesti non riusciti a piazzarlo nella recente sessione estiva di calciomercato. E Lazzari? Il giocatore ha senza alcun dubbio pagato l’addio di Inzaghi, di cui era un pupillo. Con Sarri e con Baroni il buon Manuel, giocando da terzino, ha molto spesso messo in mostra le sue lacune difensive. E anche lo scatto non sembra più quello dei giorni migliori. Riuscirà questa stagione, con il ritorno di Sarri, a dimostrare ancora qualcosa? Ciò che è certo è che la coppia non ha funzionato. Perché Roma, molto spesso, è un universo a parte. E la maggior parte delle volte non perdona.











