La Caduta degli Dei
Dalbert, da 21 milioni a fantasma nerazzurro
Il nome di Dalbert non lascia certo indifferenti i tifosi dell’Inter. Il terzino è stata una vera e propria delusione, soprattutto se si pensa alle aspettative che hanno accompagnato il suo approdo ai meneghini.

Prima di sbarcare a Milano nell’estate del 2017, il giocatore era considerato uno dei terzini sinistri più promettenti d’Europa grazie a un’ascesa fulminea tra Portogallo e Francia. Sbarcato in Europa nel 2013, si è messo in mostra al Vitória Guimarães, attirando l’attenzione degli scout per la sua capacità di spingere sulla fascia e crossare. L’esplosione c’è stata al Nizza, sotto la guida di Lucien Favre, il brasiliano, con la maglia dei transalpini, è diventato uno dei migliori assist-man difensivi della Ligue 1. La sua valutazione così è salita alle stelle, con l’Inter che ha dovuto battere la concorrenza di molti club europei. Ma le cose non sono andate nel migliore dei modi.
Una brutta esperienza meneghina
Il fallimento di Dalbert all’Inter è stato causato da un insieme di fattori tattici, psicologici e fisici che hanno trasformato un investimento da ben 21 milioni di euro in un acquisto sbagliato. Il terzino ha messo soprattutto in evidenza difficoltà nella fase difensiva, con lacune nella marcatura e nel posizionamento. Visibili anche gli errori in fase di costruzione di gioco e di apporto offensivo. Complicato anche l’adattamento all’ambiente meneghino, con un giocatore apparso timido e timoroso di fronte alla pressione di un pubblico comunque esigente come quello nerazzurro. Questo ha inevitabilmente portato a una perdita di fiducia, con conseguenti errori individuali. Il giocatore è quindi, con il tempo, finito via via ai margini del progetto, trovando sempre meno spazio. Inoltre la sua esperienza interista è stata caratterizzata da fragilità fisica e infortuni, con molti stop che, al di là degli altri problemi, precluso ogni minimo tentativo di trovare continuità e costanza. Per di più, nel luglio 2022, durante l’ultimo anno di contratto, ha subito la rottura del legamento crociato, restando fuori per 262 giorni e rendendo impossibile qualsiasi tentativo di cessione o rilancio.
Il post Inter e il presente
Una volta non integratosi a Milano, l’Inter ha cercato di valorizzare Dalbert con diverse cessioni temporanee, come quella alla Fiorentina, al Rennes e al Cagliari. Buona in realtà la sua avventura in viola, con 34 presenze e nove assist, offrendo sprazzi del giocatore visto al Nizza. Il tutto però è stata un’illusione, visto che, né il suo ritorno in Francia né la sua parentesi sarda, sono stati brillanti. La soluzione per lui il ritorno in Brasile, ma, dopo un breve contratto all’Internacional, è finito in Serie B, allo Sport Club do Recife. Nel 2024 ha giocato con più continuità, per poi però vivere un calo. Oggi è parte della rosa dell’América-MG, dove però recita un ruolo da comprimario. Insomma, una parabola discendente per chi, al suo arrivo in Europa, era stato definito l’erede di Roberto Carlos.









