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Serie A schiava dei procuratori? A gennaio un intero mercato ripudiato
Da Lucca e Lang a Immobile e Joao Mario: la sconsiderata smania di comprare senza programmare. Ecco come la fretta dei social e il potere dei procuratori stanno distruggendo il calcio italiano

Il mercato di gennaio di serie A ha evidenziato una abitudine sempre più diffusa: i nostri club comprano tanto per comprare, ingrassando le tasche dei procuratori, ma senza una progettualità. Diversi acquisti onerosi e mediatici sono stati ripudiati nel giro di cinque mesi. Tutto ciò ha fatto felici solo coloro che muovono le vere fila delle trattative.
Il Napoli nel giro di cinque mesi ha ripudiato Lucca e Lang, due acquisti che in estate erano costati sessata milioni complessivi. La Fiorentina degli acquisti estivi ha mantenuto Piccoli e Lamptey e quest’ultimo solo perchè rotto. Via in un colpo solo Viti, Dzeko, Nicolussi-Caviglia e Sohm, ovvero i giocatori su cui puntava forte a agosto. La Roma ha rispedito Bailey all’Aston Villa. La Juve ha tolto Joao Mario scambiato sei mesi prima con Costa. Il Bologna ha salutato Immobile che era arrivato per rinverdire i fasti dei vari Baggio e Signori. Il Verona ha ceduto Giovane dopo appena sei mesi. Il Torino ha fatto fuori Ngonge e Asllani, oltre a mettere fuori rosa Nkounkou. Si potrebbe continuare così per ogni squadra di serie A.
Non importa la classifica o il budget. Ogni squadra ha provato a liberarsi o si è liberata di almeno un giocatore preso durante l’estate. Questo dimostra come la progettualità in serie A sia ormai un’utopia. C0’è una smania di comprare a caso senza dare tempo ai giocatori di ambientarsi o di mostrare le loro qualità. Tutti vengono bollati come campioni o bidoni dopo due gare. Una volta le società erano ferme nel tenere il punto su acquisti e cessioni. Celebri i casi di Zidane e Nedved alla Juventus, prima etichettati come flop e poi esplosi con ritardo. Ora si è sempre più vittima della frenesia dei social. Si seguono gli umori della piazza social e si buttano investimenti e programmazione dalla finestra. Il mercato di serie A non è povero, ma semplicemente condotto male. I dirigenti non fanno più i dirigenti, ma tessono semplici rapporti di servilismo con l’agente di turno e intanto il prodotto serie A si impoverisce sempre più.








