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Cuesta e Runjaić, tra identità e salvezza tranquilla
Due allenatori, due filosofie, stessa solidità in Serie A

Parma e Udinese sono due certezze e due realtà del nostro campionato. Le due squadre viaggiano praticamente a metà classifica, con una salvezza tranquilla ormai dietro l’angolo. Ed ecco che, al di là degli scongiuri, gran parte del merito va ai due allenatori Cuesta e Runjaić. Due tecnici che sembrano essere totalmente diversi, ma che in realtà hanno non pochi punti in comune.
Il tutto parte da un’identità di gioco a dir poco propositiva e molto moderna. Il mister dei friulani magari punta più su intensità e verticalizzazioni, mentre quello dei ducali sul controllo e l’occupazione degli spazi. Ma, alla base di entrambi i sistemi, vi è una mentalità puramente e prettamente offensiva. Mentalità che trova forza in una difesa a tre che serve per garantire solidità, costruzione dal baso e fasce a tutta velocità. Da non dimenticare poi una sorta di vera e propria gioventù al potere, con quella incoscienza che può permettere di giocare certe partite al meglio e senza troppe pressioni.
Ovviamente non può essere dimenticato che i due siano espressione di un’era totalmente differente. Runjaić è un veterano che si è fatto le ossa in Bundesliga e in Polonia, mentre Cuesta e alle prime armi, avendo, tra l’altro, solo 30 anni ed essendo l’allenatore più giovane della Serie A. L’Udinese, come lo scorso anno, ci ha abituati a partire bene e a costruire un tesoretto di punti, puntando su aggressività e intensità. Un qualcosa che porta a sprecare non poche energie, ed è per questo che i bianconeri si trovano poi, con il passare della stagione, a dover gestire. il momento clou. Il Parma invece, dopo un avvio stentato, ha trovato la quadra. Merito di un allenatore dalle idee chiare, che ha puntato sulla solidità difensiva, senza però rinunciare alla creatività e alle trame di gioco offensivo. La vittoria sul campo del Milan ne è la dimostrazione. Alla preparazione tattica si è andata ad aggiungere una gestione del gruppo e della sua identità. E, alla lunga i risultati si vedono. Perché quando c’è progettualità c’è tutto.










