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La Caduta degli Dei

L’eleganza e la fragilità: la parabola spezzata di Mourad Meghni

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Soprannominato Le Petit Zidane per la sua eleganza tecnica, la carriera di Meghni è stata caratterizzata da molte ombre e poche luci. Una storia da raccontare e che l’ha visto passare anche dalla Roma biancoceleste, dove ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa. Ma da sviscerare c’è davvero tanto altro.

Tra Francia, Bologna e Lazio

La carriera di Mourad Meghni è cominciata, all’età di 13 anni, all’INF Clairefontaine, la prestigiosa accademia del calcio francese. Insomma, un vero e proprio trampolino di lancio in un generazione che ha visto talenti come Hatem Ben Arfa e Abou Diaby. Ed è stato proprio qui che è nato, dai suoi compagni di squadra, impressionati dalla sua visione di gioco e dal tocco di pala, il soprannome Petit Zizou. Dopo un accordo con il Cannes, in realtà il trequartista ha scelto di accasarsi al Bologna. La sua avventura ai rossoblu, fermatasi, nella stagione 2005-2006, dal prestito al Sochaux, avaro di soddisfazioni, a causa di prestazioni sottotono e dei soliti problemi fisici, è durata fino al 2007. Con i felsinei ha alternato lampi di classe purissima ai primi segnali di fragilità muscolare. Dopo una parentesi nel settore giovanile, ha debuttato in Serie A il 12 gennaio 2003 contro il Milan a San Siro.
La sua notte magica è stata quella del 25 settembre 2004, quando, durante un Bologna-Roma terminato 3-1, ha segnato un gol spettacolare che ha entusiasmato il pubblico del Dall’Ara.

Insomma, nelle due fasi bolognesi Meghni ha fatto capire le sue indiscutibili qualità, ma non ha trovato continuità. 88 presenze, otto gol e due assist: questi i suoi numeri. Nell’estate del 2007 è poi passato alla Lazio. Anche nella Capitale, gli infortuni gli hanno in più di un’occasione tarpato le ali. Infatti, la sua avventura con l’aquila sul petto è stata pesantemente condizionata da problemi cronici ai tendini d’Achille e altre complicazioni fisiche che ne hanno impedito la continuità. Delio Rossi ha in più di un’occasione provato a dargli fiducia, facendo i conti con la sua fragilità. C’è però, anche in questo caso, una data da incorniciare: il 6 novembre 2007, nella sfida di Champions League contro il Werder Brema, è stato assoluto protagonista, fornendo l’assist a Rocchi e con giocate di alta scuola.

Il post biancocelesti e il presente

Una Coppa Italia e una Supercoppa in bacheca hanno reso un po’ meno amara la sua avventura laziale.. Nel 2011, dopo un lungo periodo di inattività, ha risolto il contratto con il club per trasferirsi in Qatar. Umm Salal, Al-Khor e Lekhwiya sono le squadre in cui ha militato, senza lasciare però particolare traccia. Dopo quasi due anni di inattività, nel gennaio 2015 ha sorpreso tutti firmando con lo Champs Futsal, una squadra di calcio a 5 francese. Un’esperienza breve, ma che gli ha permesso di riavvicinarsi al mondo del pallone con serenità. Nell’estate del 2015 è tornato al calcio professionistico firmando per il CS Constantine, in Algeria. In due stagioni ha collezionato 19 presenze e sei gol. I problemi fisici non l’hanno però mai abbandonato, costringendolo, nel luglio 2017, a ritirarsi. Un’esperienza a livello dilettantistico, al Val de France, club dell’ottava serie francese e tante interviste, tra cui una, rilasciata a La Gazzetta dello Sport nel 2020, dove ha detto di rivedersi in Luis Alberto. Tanta passione per lui. E quel paragone che, con il senno di poi, sembra esser stata una sorta di maledizione.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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