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Raspadori o Dovbyk, chi serve davvero alla Roma

Raspadori potrebbe essere il colpo in entrata della Roma in questo mercato di gennaio. Ma che fine potrebbe fare quindi Dovbyk?

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Dovbyk Raspadori

Il mercato di gennaio è iniziato e il primo botto in entrate potrebbe farlo la Roma. I giallorossi infatti, secondo rumors, sarebbero vicinissimi all’acquisto di Raspadori. L’arrivo dell’ex Napoli metterebbe in discussione la situazione di Dovbyk. Ma i capitolini potrebbero realmente guadagnarci? Ecco il faccia a faccia tra l’azzurro e l’ucraino.

Inizi del tutto diversi

Classe 1997, Dovbyk comincia a giocare nel Cerkasy e nello Zaria Balti. La svolta per lui arriva quando è grande protagonista con la maglia del Dnipro. Artem si fa conoscere da mezza Europa con i suoi numeri: 28 reti in 65 presenze. Nel 2018 si trasferisce in Danimarca, passando al Midtjylland. Un’avventura importante per l’attaccante che, nella seconda parte della stagione, mette a segno ben dieci reti. Insomma, una crescita importante e costante per lui. Dopo una brevissima esperienza al Sønderjyske, torna al Dnipro, rifondato dopo il fallimento. L’esplosione e la consacrazione è definitiva, con il giocatore che mostra qualità, potenzialità e maturità. 65 gol in oltre 150 partite diventano dunque il suo biglietto da visita per la Liga. C’è infatti la chiamata del Girona. Ma questo è solo l’inizio di un’altra storia.

Nato nel 2000, comincia nel Progresso Calcio, ma viene subito notato dagli osservatori del Sassuolo. Con i neroverdi fa tutta la trafila delle giovanili e dimostra le sue qualità, attirando, a soli 14 anni, l’interesse di molti top club nazionali. Nel 2017 viene promosso in Primavera, dove continua a mettersi in mostra, realizzando nove gol e sei assist. Il passaggio in prima squadra è datato 2019, con il debutto in prima squadra che avviene  il 26 maggio 2019. Nell’anno successivo, caratterizzato dal Covid, si ritaglia uno spazio, ma Infatti, l’11 luglio 2020, all’Olimpico contro la Lazio, realizza il suo primo gol in Serie A, con il bis che c’è con il Genoa. Con il passare dei mesi, trova continuità e, nella stagione successiva, arriva  la doppietta realizzata a San Siro contro il Milan. La sua consacrazione c’è però l’anno dopo, quando diventa titolare nel tridente con Berardi e Scamacca. I 10 gol in 38 presenze valgono la chiamata del Napoli.

Italia e Spagna, destini incrociati

Nella stagione 2023/2024, Dovbyk è protagonista assoluto di una storica cavalcata del Girona. Infatti i catalani sono, per molti mesi, capolista in Liga, sognando addirittura il titolo. Sono 24 i gol messi a segno dall’ucraino, che si aggiudica così il titolo di capocannoniere. Il classe 1997 diventa uomo mercato. Ad acquistarlo è la Roma.Le aspettative sono tante, ma la stagione nella Capitale si caratterizza per alti e bassi. Prima De Rossi e poi Juric non riescono a fargli sentire fiducia. Qualcosa migliora con Ranieri, ma i soli 12 gol rappresentano una delusione. Il resto è storia di questa stagione, con 15 presenze e due gol. Gasperini l’ha spesso elogiato, ma l’ex Girona non riesce comunque a esprimersi al meglio, con un feeling con il gol che è tutt’altro che idilliaco. Ed è per questo che l’ipotesi cessione non è così improbabile, con le sirene della Premier che si fanno sempre sentire.

Al Napoli, Raspadori parte alla grande, non solo per le prime reti europee, con tanto di doppietta all’Ajax. Spaletti lo valorizza e lui risponde con prestazioni e reti importanti, come quella in casa della Juventus, che è la firma in calce sullo scudetto degli azzurri. Dunque si può seramente dire che, con sei gol in 33 presenze, il buon Jack è uno degli eroi di quello storico tricolore. L’anno dopo paga l’annata complicata e difficile, con tanto di tre allenatori, ma resta comunque uno dei più positivi. O meglio, visto l’andamento, meno negativo, come dimostrato dai sei centri. Il riscatto è storia dello scorso anno, con Conte che lo rivitalizza, soprattutto nella seconda parte di stagione, dopo un inizio a stento. L’addio di Kvara permette al classe 2000 di diventare un pilastro, giocando molto spesso come spalla di Lukaku. Segna, ancora una volta, reti importanti, come quella su punizione contro il Lecce, e decisive per lo scudetto, il suo secondo in azzurro. Forse per questo stupisce un po’ il suo passaggio all’Atletico Madrid. Raspadori in Spagna non sta però riuscendo a incidere,  subentrando spesso dalla panchina e avendo totalizzato 11 presenze. Buono il suo contributo in Champions League, con un gol e un assist. L’addio però appare molto probabile, con il ritorno in Italia come possibilità concreta.

Chi è più forte?

Stazza fisica, abilità nel gioco areo, capacità di lavoro di sponda e nel far salire la squadra: queste le caratteristiche principali di Dovbyk. Insomma, un centravanti utile nella protezione del pallone, nel gioco spalle alla porta e nella manovra, ma che sta via via perdendosi in fase di finalizzazione. Raspadori si fa sicuramente preferire per la sua duttilità, potendo agire da prima, da seconda punta e anche da esterno in un tridente. Non è sicuramente nemmeno lui un bomber di razza, ma agilità, tecnica, intensità e velocità, lo rendono un giocatore intelligente dal punto di vista tattico e un buon finalizzatore, con tanti gol importanti e decisivi nella sua carriera. Insomma, dal punto di vista dello stile di gioco  e del sacrificio, sembrerebbe più adatto al credo gasperiniano. Ma, alla fine, parlerà il campo.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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