Serie TV
Leao tra genio e sregolatezza: Allegri prova a cambiarne il destino
Tra giocate decisive e prestazioni inspiegabili, il portoghese resta un rebus irrisolto per il Milan

Basterebbe anche solo e soltanto fare il nome di Leao per aprire discussioni, dibattiti e scambi di opinioni. Un giocatore dal talento puro e dalla classe cristallina, ma che, troppo spesso, è stato oggetto di critiche per il suo atteggiamento, per la sua indolenza, per la sua pigrizia e per la sua scarsa concentrazione. Insomma, pare di avere a che fare con una sorta di vera e propria serie tv.
Leao da Serie Tv, ma Allegri…
Le sue qualità erano chiare fin dalle prime partite con Sporting Lisbona e Lilla. Prestazioni che hanno attirato l’interesse del Milan, dove è approdato nel 2019. La sua velocità e il suo dribbling lo hanno sempre reso un’arma letale sulla fascia, in primis per la sua capacità di creare superiorità numerica e di spaccare le difese con le sue accelerazioni. Il suo più grande limite è la mancanza di costanza e di continuità. Fin troppo semplice ricordare, con addosso la maglia dei meneghini, sia prestazioni superlative che partite dove non ha inciso e lasciato il segno. Ma questo probabilmente è parte della sua imprevidibilità. Perché è proprio quest’ultima, con delle giocate inattese e spettacolari, che gli permette di decidere le partite, inventandole dal nulla. E il tutto può avvenire in pochi istanti e quando magari, fino a poco prima, è stato totalmente assente dal campo.
Dunque, Leao è, da anni, genio e sregolatezza. Ed è per questo che, in tanti match, tante volte anche importanti, appare apatico, svogliato, inconcludente e un pesce fuor d’acqua. Quest’atteggiamento molto spesso ha portato a critiche da parte di tifosi e addetti ai lavori. Questa mancanza di concentrazione, in non poche occasioni, l’ha reso poco cattivo sotto porta. In molti ci hanno visto una mancanza di carattere e di personalità. In realtà, molto probabilmente, il portoghese è proprio così: un fenomeno dal punto di vista del talento e della tecnica, che lo portano ad avere dei picchi altissimi. È tutta una questione di mentalità e di testa. Aspetti su cui sta lavorando un certo Max Allegri, che sa come si usa bastone e carota. E che soprattutto sta cercando di costruirgli addosso il ruolo di falso nueve: «In mezzo al campo è più vivo, a sinistra ogni tanto si addormenta» queste le parole del livornese nel post Cagliari. Ed è chiaro il metodo della carezza e della strigliata. L’obiettivo è far rimanere il portoghese sempre e comunque dentro la partita. A 26 anni può finire la telenovela?











