Football
Milan e Inter, dopo la Supercoppa il mercato diventa centrale
Eliminate in semifinale in Supercoppa, Milan e Inter provano a pensare al futuro, tra mercato e obiettivi da raggiungere

La Supercoppa, forse, non era per loro il principale obiettivo stagionale, anche se, portarsi a casa un trofeo non è certo un male. Milan e Inter però ora devono concentrarsi sul futuro, con un mercato di gennaio alle porte che potrebbe rimescolare ancor di più le carte. Le due situazioni sono sì diverse, ma, in fondo, ci sono anche dei punti in comune.
Milan, il calciomercato può essere la svolta?
La sconfitta contro il Napoli, che giocherà stasera la finale contro il Bologna, ha messo in evidenza tutte le lacune della rosa a disposizione di Max Allegri. E, anche se i sei gol subiti in tre partite stanno facendo dubitare di una compattezza difensiva che pareva certa, a balzare agli occhi sono stati, ancora una volta, i problemi offensivi, con una vera e propria sterilità e incapacità di creare reali occasioni. In poche parole, se non si accendono Leao e Pulisic, ai meneghini mancano dei veri e propri piani alternativi. Inoltre, senza Modric in campo, pure la manovra appare meno fluida. Insomma, appare chiara ed evidente l’urgenza di rinforzi.
Il nome che circola, stando a indiscrezioni e rumors, sarebbe quello di Fulkrug. Il tedesco può essere la soluzione, quel qualcosa che manca, magari a partita in corso, in primis quando si vanno ad affrontare difese e squadre chiuse. Le sue caratteristiche infatti possono esser fondamentali quando si ha a che fare con aree di rigore affollate. Inoltre, i già citati Pulisic e Leao, potrebbe avere in lui quel supporto, sia fisico che tattico, troppe volte mancato.
Inter, non sono solo i rigori
Forse quei rigori sciagurati, che sono costati l’eliminazione con il Bologna, potrebbero davvero essere l’immagine di questo primo scorcio di stagione, se non addirittura dell’intero anno solare. Chiaro, l‘Inter ha l’obbligo di ripartire dalle tante certezze, ma c’è anche da lavorare su quei difetti e quei cali di concentrazione che tante volte sono costati caro. In questo 2025, dei sei trofei messi in palio, tutti sono stati sfiorati e sognati, ma nessuno vinto. Insomma, come se mancasse quel quid, con quest’assenza che fa sentire come incompleti e irrisolti. Errori, problemi antichi e strutturali da risolvere con fiducia e serenità, con una ricostruzione che Chivu ha cominciato, ma deve completare. Ed è per questo che serve l’aiuto della società, che crede nel rumeno. Qualche regalo, magari sulla fascia destra, potrebbe arrivare.
Resta da capire però perché, quando il livello si alza, la tensione si abbassa, a volte con amnesie difensive, a volte con occasioni clamorose buttate al vento. Inspiegabile il motivo, secondi molti, ma forse le parole magiche sono solo e soltanto due: cattiveria e mentalità. Qualcosa da trovare, allenare, reperire, pompare. Perché da ora non sono più ammesse delusioni.











