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Leao vs Lautaro, non è solo aria da derby

Milan-Inter è sempre più vicino. Il derby della Madonnina è sempre una partita sentitissima, tutta da guardare e da seguire. Tanti i duelli a distanza, ma il faccia a faccia tra Leao e Lautaro non può non essere quello più interessante.

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Leao vs Lautaro

Classe 1999, il buon Rafa cresce nello Sporting CP, dove all’età di 9 anni e con cui compie l’intera trafila delle giovanili fino all’esordio in prima squadra. Nel maggio 2017 arriva il debutto in prima squadra. E segna il suo primo gol. L’anno dopo viene promosso in prima squadra e il suo bilancio è di cinque presenze ufficiali e due reti. Vince la Coppa di Lega portoghese (Taça da Liga). Sembra un buon inizio ma l’avventura di Leao con i lusitani si conclude bruscamente, a causa di una rescissione unilaterale per giusta causa in seguito a un attacco violento subito da parte di circa 50 ultras nel centro sportivo di Alcochete.

Dopo questa vicenda passa, nella stagione 2018-2019, al Lille, arrivando a parametro zero. In Francia si è affermato come uno dei giovani talenti più puri della Ligue 1, contribuendo in modo decisivo al secondo posto in classifica del club dietro al PSG. Il giocatore viene schierato principalmente come punta centrale dall’allenatore Christophe Galtier, prima di evolvere nel ruolo di ala sinistra che ricopre oggi. Otto reti e due assist sono i numeri che attirano l’interesse del Milan. Ed è l’inizio della storia.

Classe 1997, Lautaro, dopo una parentesi, comunque importante nelle giovanili del Liniers, cresce nel Racing Club, dove gioca per ben tre anni. Esordisce ufficialmente il 31 ottobre 2015 nella partita contro il Crucero del Norte, subentrando Diego Milito. Con il senno di poi è fin troppo semplice vederci un vero e proprio passaggio di consegne, che sarebbe dopo diventato simbolico per la sua futura carriera all’Inter. La stagione finale è quella della sua definitiva consacrazione, viste le sue prestazioni dominanti e importanti in Copa Libertadores, inclusa una celebre tripletta contro il Cruzeiro nel febbraio 2018. Questo porta, nel luglio successivo, al suo trasferimento all’Inter. Su consiglio del Principe. E non sarebbe potuto essere altrimenti.

Milano Capitale

30-35 milioni per passare al Milan: insomma, un colpo importante. Nelle sue prime due stagioni rossonere, Leao vive inizialmente una fase di adattamento e crescita progressiva, alternando sprazzi di puro talento a momenti di discontinuità. 61 presenze e 13 gol in tutte le competizioni. con lui che spesso viene impiegato come punta centrale o seconda punta, prima di stabilizzarsi definitivamente nel ruolo di ala sinistra sotto la guida di Stefano Pioli. Da ricordare, come datte, il 20 dicembre 2020, quando, nella gara contro il Sassuolo, segna il gol più veloce della storia della Serie A, andando in rete dopo soli 6,2 secondi dal fischio d’inizio. Diviene pian pian un elemento più centrale del progetto, raddoppiando il numero di assist forniti in campionato. Queste due stagioni gettano le basi per la sua esplosione definitiva nell’annata dello Scudetto (2021-2022), dove è stato eletto MVP del campionato.

In questi ultimi tre campionati, il portoghese ha consolidato il suo ruolo di leader tecnico e tattico, ma vissuto anche di veri e propri alti e bassi. Non sono mancate le critiche, ma anche, come al solito, i lampi di genio, frutto del suo indiscutibile talento. L’annata in corso è stata caratterizzata da un inizio difficile a causa di un infortunio al polpaccio. Pian piano però sta trovando centrale, con Allegri che sta provando a trasformarlo sempre più in punta centrale.

Sono circa 25 i milioni di euro investiti dall’Inter per Lautaro Martinez. I primi anni  sono quelli di un inserimento graduale ma costante, segnato dal passaggio di consegne con Mauro Icardi e dalla nascita della partnership offensiva con Romelu Lukaku. Diventa titolare nel febbraio del 2019, ma poi con l’arrivo di Antonio Conte, diventa pilastro inamovibile. Il resto è storia di un attaccante che va costantemente in doppia cifra. L’argentino si fa valere anche in Europa e pure con la maglia della Nazionale. Insomma, una punta di livello internazionale.

Dal 2020 a oggi raggiunge la piena maturità, diventando il miglior marcatore straniero della storia del club e il capitano della squadra. Nel 2021 e nel 2024 vince lo scudetto e, in un caso anche il titolo di capocannoniere. Grazie a Inzaghi, che gli dà una grandissima fiducia, aumenta il suo peso realizzativo. L’unico neo è il mancato arrivo del suggello Champions, con il pesante ko dello scorso anno con il Psg che è una vera e propria macchia. Quest’anno è, ancora una volta, protagonista assoluto. E non potrebbe essere altrimenti. Sarà ancora re dei bomber? Non resta che attendere.

Chi è più forte

Velocità, fisicità e tecnica: questo il mix esplosivo di Leao. A queste si aggiungono creatività, dribbling e finalizzazione. Il suo difetto è, nemmeno a dirlo la continuità. Costanza che di certo non manca a Lautaro. L’argentino ha un fiuto del gol fuori dal comune, anche grazie alla sua forza fisica e alla sua abilità nel gioco aereo. Nonostante ciò però, si mette sempre al servizio della squadra. Insomma, sembra aver qualcosa in più per numeri e contributo. Ma il lusitano è quel talento che può cambiare tutto in un attimo.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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