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Silvio Baldini verso la Nazionale, il ritorno di un tecnico fuori dagli schemi

Baldini emerge come una opzione concreta per la panchina azzurra dopo il lavoro svolto con i giovani dell’Under 21 e un percorso costruito lontano dai riflettori

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Sivlio Baldini, dall’Under 21 alla possibile panchina azzurra

Silvio Baldini rappresenta una soluzione credibile per la panchina della Nazionale grazie a un percorso costruito sulla valorizzazione dei giovani e su un’identità tecnica riconoscibile. Dopo il lavoro svolto con l’Under 21, dove ha restituito equilibrio e competitività al gruppo, il suo profilo emerge come alternativa concreta in una fase di transizione per l’Nazionale italiana. La sua candidatura si fonda su risultati ottenuti in contesti complessi, su una gestione diretta dello spogliatoio e su una proposta di gioco coerente, elementi che lo rendono una scelta funzionale anche in ottica di breve periodo.

Il premio più che meritato

In un momento difficile, a volte, ci possono essere anche le belle storie. Quelle a cui aggrapparsi per vedere almeno una piccola luce in fondo al tunnel. Fin troppo chiaro il riferimento a Silvio Baldini. Infatti, a meno di clamorosi colpi di scena, sembra essere lui il traghettatore scelto dalla Figc per la panchina della Nazionale. Un’avventura che ovviamente sarà a interim, ma che è il coronamento di un lavoro, di un percorso e di una carriera.

Il suo nome circola con insistenza per la panchina della Nazionale maggiore. Una parentesi mente il sistema calcio cercherebbe di ricomporre i cocci, cercando, con calma, il profilo giusto per il futuro. Ma in questo scenario di attesa, c’è chi potrebbe davvero prendersi la scena e la copertina: un tecnico che, nel silenzio operoso dell’Under 21, ha saputo ricostruire credibilità e identità tecnica laddove regnava l’incertezza. La panchina della Nazionale maggiore sarebbe il giusto riconoscimento per un percorso d’eccellenza con gli Azzurrini. Quello di Baldini è stato un cammino fatto di calcio propositivo e coraggioso, capace di valorizzare talenti che spesso faticano a trovare spazio e ossigeno nei club. Un vero laboratorio tattico e un serbatoio prezioso: da Comuzzo a Ekhator, da Ahanor a Koleosho, senza dimenticare la gestione sapiente di Camarda. Sono questi i volti di un progetto pronto a ripartire dai giovani. Perché, in fondo, dopo tre Mondiali mancati, l’Italia non ha davvero più nulla da perdere.

Il tecnico di Massa, a 67 anni, si trova oggi davanti alla sfida più importante della carriera: dimostrare che la passione vera, quella della gavetta e dei toni senza filtri, può ancora fare la differenza nel calcio dei big. Per lui sarebbe una rivincita totale. Dopo l’esonero a Empoli nel 2004 e il celebre episodio con Di Carlo nel 2007, Baldini era finito ai margini del grande giro. Ma la sua rinascita, partita dal basso, ha parlato la lingua dei fatti: prima la cavalcata epica con il Palermo nel 2022, poi il miracolo Pescara, con promozioni conquistate contro ogni pronostico e lasciate per coerenza personale quando sentiva di non aver più nulla da trasmettere.

Oggi, dopo il grande lavoro in Under 21, il cerchio potrebbe chiudersi nel modo più romantico e inaspettato. Sarebbe la vittoria di un uomo che non ha mai smesso di combattere contro i compromessi del calcio. La possibile ascesa di Baldini a CT, anche se solo per poche partite, sarebbe il trionfo del duro e pur,o che non ha mai rinunciato a quel pizzico di follia necessario per sognare in grande. L’Italia cerca un’anima e potrebbe ripartire da un un tecnico che non ha mai smesso di mettercela.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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