Football
L’oro della Champions: il bivio che decide il futuro di Juve, Como e Roma

Mentre, con la vittoria in rimonta sul campo del Como, l’Inter pare aver cominciato il conto alla rovescia per il conto scudetto, grazie anche al ko del Milan e al pari del Napoli, la corsa Champions sta diventando sempre più avvincente e appassionante. Questo fine settimana ha segnato il sorpasso della Juve, atri segnali di scricchioli del Como e una Roma che cerca di non perdere il treno. Perché qualificarsi nella massima competizione continentale ha un perso per tutti. Per quanto le situazioni sia ben diverse.
Storie differenti, stesso obiettivo
Per la Juve si sta parlando di una vera e propria necessità vitale, anzitutto per la stabilità finanziaria del club e per sostenere un progetto tecnico che punta a riportare la squadra ai vertici nazionali e europei. Un progetto che ruota attorno a Spalletti, come testimoniato dal recente rinnovo. Ma, al di là dei ricavi e delle questioni di bilancio, non si può non pensare a quelle che sono le ambizioni di una società che da troppo tempo non lotta per vincere. Poi è chiaro che, senza i fondi della Champions, molti obiettivi di mercato diventano inaccessibili e alcuni giocatori chiave potrebbero essere ceduti per far quadrare i conti. Insomma, la Champions è la vetrina principale per convincere i top player a vestire la maglia bianconera e per mantenere quelli già in rosa. Ragionamento diverso per il Como, alla ricerca di una consacrazione che lo farebbe entrare di diritto nella storia: dalla Serie B all’élite europea in brevissimo tempo. Ovviamente sarebbe il premio per il lavoro di Cesc Fàbregas, ma permetterebbe, attraverso ulteriori risorse economiche, di trasformare una favola in una realtà sempre più concreta. Ovviamente crescerebbero pressioni e aspettative. Ma forse è proprio quest’aspetto ad alimentare curiosità, domande e pensieri.
A chiudere il trittico è la Roma, club che deve, ormai da tempo, fare i conti con i parametri Uefa e con i debiti. I ricavi della Champions sembrano essere un ottimo mezzo per rimpolpare le casse e proseguire con il rinforzamento e il progetto tecnico che, al di là delle ultime polemiche, dovrebbe sempre vedere protagonista Gasperini. Senza la qualificazione, verrebbero meno molte certezze, con il rischio di non essere in grado di trattenere i giocatori più rappresentativi o attrarre profili internazionali di alto livello per rinforzare la rosa. Da non dimenticare poi quello che è il prestigio internazionale, con i capitolini che mancano l’obiettivo dal 2019. Ed ecco che, dopo aver vinto la Conference e raggiunto la finale di Europa League, il tutto sarebbe necessario consolidare il suo status nel ranking UEFA e aumentare il valore dei contratti di sponsorizzazione.
Insomma, vicende e questioni diverse, ma con un unico che può cambiare ragionamenti e aprire nuovi scenari, siano essi positivi o negativi. E, tra l’altro, per quanto manchino giornate non possono essere escluse sorprese e colpi di scena. Un crollo verticale del Milan? Una rimonta dell’Atalanta? Ipotesi e domande. A parlare sarà il campo. Ma in ballo c’è tanto. Sia dal punto di vista sportivo che da quello economico-finanziario.










