Focus
Como e Atalanta a confronto: due modelli per il futuro del calcio italiano
Dalla visione globale dei fratelli Hartono alla stabilità finanziaria dei Percassi: analisi tattica e societaria di due realtà lombarde che stanno riscrivendo le gerarchie della Serie A

Il Como occupa il 4° posto con 57 punti, mentre l’Atalanta insegue al 7° con 50 punti. In molti, in questa stagione e nel corso di questi mesi, si sono se, tra le due lombarde, sia in corso una sorta di vero e proprio passaggio di testimone. Perché senza alcun dubbio quella che stanno vivendo i lariani è una vera e propria annata magica, ma dietro c’è un progetto solido.
Potenza economica vs scouting
Il pensiero non può non andare alla proprietà, ossia la Sent Entertainment, sostenuta dai fratelli Hartono (Djarum Group). Una realtà con un patrimonio stimato in decine di miliardi di dollari, che garantito investimenti e stabilità finanziaria. Dietro tutto c’è ovviamente la filosofia tecnica e tattica, incarnata da Fabregas. Non è certo un caso se, dopo la promozione, il Como non abbia smantellato la squadra, ma l’abbia integrata e puntellata con profili di talento e di esperienza internazionale, come l’innesto di campioni a fine carriera ma integri e giovani promesse dai grandi vivai europei. Lo spagnolo poi ci ha messo il suo, con la sua idea di calcio moderno, basata sul possesso e sulla personalità. Perno del suo gioco è la costruzione dal basso, che vede il portiere e i difensori sono i primi registi. I lombardi attira il pressing avversario per poi colpire negli spazi che si liberano alle spalle della prima linea. Posizionamento, triangolazioni e superiorità sono poi gli altri suoi dogmi. Ciliegina sulla torta la sua mentalità vincente, frutto della sua carriera e dei suoi trionfi da calciatore.
Il modello Atalanta è comunque ancora il punto di riferimento assoluto per chi vuole fare calcio d’eccellenza senza i fatturati delle big. Programmazione e scouting sono alla base. La filosofia è più o meno sempre stata quella di acquistare talenti a prezzi contenuti, valorizzarli e poi rivenderli a cifre triple. Il segreto? La capacità di reinvestire immediatamente quei soldi in due/ tre nuovi profili, mantenendo la squadra sempre competitiva e il bilancio in attivo. Un occhio di riguardo merita anche il settore giovanile. Il centro sportivo di Zingonia è il cuore pulsante della Dea, che investe milioni ogni anno nel vivaio. Per di più i giovani della Primavera si allenano costantemente con la prima squadra, rendendo il salto di categoria naturale e meno traumatico. Ovviamente anche in questo c’è stato il timbro tattico di Gasperini, fatto di aggressività costante, velocità e verticalità. Palladino sta seguendo quella linea e lo sta facendo nel migliore dei modi. A chiudere il cerchio è la stabilità societaria, con iò mix tra la conoscenza del territorio della famiglia Percassi e la visione finanziaria americana di Stephen Pagliuca, che ha dato al club una dimensione internazionale, pur mantenendo le radici bergamasche.
Insomma, mentre il Como sta cercando di scalare le gerarchie con un impatto mediatico e finanziario immediato, l’Atalanta dimostra che la continuità tecnica e la pazienza pagano nel lungo periodo. In questo aprile 2026, lo scontro tra queste due realtà rappresenta il meglio della provincia italiana prestata all’Europa. E in molti potrebbero prendere ispirazione ed esempio. Due modelli diversi, ma un unico obiettivo: dimostrare che con le idee e i giusti investimenti, il potere nel calcio italiano può davvero cambiare indirizzo.










