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Berardi e la ridefinizione della comfort zone
Numeri da campione e ambizioni azzurre: la seconda giovinezza di Domenico Berardi.

Ancora una doppietta, contro il Verona. Due gol che testimoniano come Domenico Berardi, nonostante il tempo che passi, sia ancora il simbolo e il trascinatore del Sassuolo. E i neroverdi, anche grazie a lui veleggiano a metà classifica. E parlare di salvezza tranquilla sarebbe diminutivo. Ma quali sono i segreti del classe 1994?
L’esaltazione della provincia
Si può tranquillamente e serenamente dire che per lui la provincia è stato il vero e proprio palcoscenico d’élite. A parlare però sono i suoi numeri: 127 gol e 79 assist in Serie A sono statistiche da vero e proprio top player. E se per molti può essere stato un errore non aver mai voluto fare il salto, vuoi per scelta, vuoi per condizioni che non si sono mai completamente venuto a creare, fa senza dubbio notizia il suo aver trasformato la comfort zone come un luogo di massima performance. Berardi è riuscito a costruire, nel corso degli anni e delle stagioni, il suo habitat perfetto per rendere al meglio e per non sentire pressioni. Per il buon Domenico ha avuto anche momenti complicato, ma ha convissuto con la libertà di essere sempre al top, avendo poi però la possibile di tornare a eccellere. Il tutto senza quel tritacarne che spesso porta l’essere e il giocare in una big.
Il pensiero va senza dubbio ai diversi infortuni significativi che ne hanno spesso condizionato la continuità e che hanno caratterizzato la sua carriera. Il più grave è stato sicuramente quello del marzo 2024, con la rottura completa del tendine d’Achille della gamba destra, che lo ha tenuto lontano dai campi per circa 7 mesi. Ma forse è anche per questo che la sua rinascita è ancor più bello. Persino da raccontare.
La ciliegina Nazionale
La vera ciliegina sulla torta per Domenico Berardi è stato il suo essere protagonista in Nazionale. La mente non può non andare agli Europei del 2021, dove faceva parte della spedizione che si è portata a casa la competizione. Ed è stato proprio lui l’unico giocatore che è riuscito a essere centrale in azzurro e a vincere, partendo da una squadra che di certo non lotta per lo scudetto. È la dimostrazione che la qualità del rendimento pesa più della maglia che si indossa e che si è scelta come seconda pelle. Ed ecco che, oggi che Domenico Berardi è tornato, con sette gol e tre assist. uno dei protagonisti della Serie A, la domanda non può che essere solo e soltanto una: può essere un jolly utile per Gennaro Gattuso negli spareggi sempre più vicini? Chissà. Vista la sua forma fisica ottimale forse il commissario tecnico potrebbe anche farci più di un pensiero.









