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Roma, dopo il pareggio di Napoli com’è il bicchiere?
Dalla doppietta del nuovo bomber giallorosso all’errore di Tsimikas: analisi di un pareggio che profuma di Champions. Ecco perché la Roma di oggi non è più quella dell’andata.

La Roma torna dalla trasferta contro il Napoli con un 2-2 che lascia sensazioni contrastanti. Un solo punto al Maradona, tanto rammarico per una vittoria sfumata, ma anche la consapevolezza di aver giocato alla pari su un campo difficilissimo.
Doppietta di Malen, reti di Alisson e dell’ex Spinazzola per gli azzurri. Ma come dobbiamo leggere questa partita? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Per rispondere bisogna fare un passo indietro e ricordare la gara d’andata, quando il Napoli di Antonio Conte aveva dominato la Roma sul piano atletico, tecnico e tattico. Nel girone di ritorno, però, la distanza si è assottigliata. E questo è già un segnale.
L’effetto Malen: l’uomo che ha cambiato il volto della Roma
La crescita della squadra di Gian Piero Gasperini ha un nome e un cognome: Donyell Malen. Il grande acquisto del mercato di gennaio è arrivato al quinto gol in altrettante gare, firmando una doppietta da attaccante vero. Il rigore trasformato contro uno specialista come Milinkovic-Savic racconta molto della sua personalità: freddezza, attenzione, caratura internazionale. Il primo gol, invece, è il manifesto del calcio gasperiniano: verticalità immediata, assist di Bryan Zaragoza (altro innesto invernale) e finalizzazione da rapace d’area.
Malen ha cambiato la faccia alla Roma. Prima squadra solida, ma sterile, oggi capace di difendersi e colpire. La difficoltà nel trovare la via del gol sembra un ricordo.
Se l’attacco sorride, la difesa ha lasciato perplessi dopo la sfida in terra campana. Il secondo gol del Napoli nasce da una catena di errori: gestione superficiale di Cristante, perdita di palla velleitaria di Tsimikas, fino alla marcatura non impeccabile di Celik e Mancini sul terzino azzurro. Il 2-2 riapre tutto e, nel finale, è il Napoli a sfiorare il colpo grosso. Qui emerge un’altra recriminazione: i cambi di Gasperini. La sostituzione di Malen per inserire Robinio Vaz è apparsa enigmatica. Il giovane è sembrato acerbo, fuori dal ritmo della gara, incapace di dare peso offensivo nel momento decisivo.
Un “golden point” nella corsa Champions
Eppure, nonostante le ombre, la Roma esce dal Maradona con un punto pesante. Si riprende il quarto posto e resta a distanza ravvicinata dal Napoli terzo. Un “golden punticino”, come si legge sui social.
Va anche ricordato il contesto: Napoli pieno di assenze, è vero. Ma la Roma non era certo al completo. Fuori Hermoso, senza Kone, senza Dybala, con Soulé a mezzo servizio, Ferguson e Dovbyk ai box. E sulla fascia sinistra l’assenza di Angelino, titolare ormai sparito dai radar. Chi li ha sostituiti, però, sta crescendo: Ghilardi e Pisilli (sfortunato nella deviazione sul gol di Spinazzola) sono segnali di un gruppo vivo.
La differenza rispetto all’andata è evidente. La Roma oggi compete, reagisce, segna. Certo, restano limiti e ingenuità da correggere. Ma la sensazione è che la squadra sia in crescita reale. Se a fine stagione arriverà la qualificazione in Champions, forse si dovrà guardare anche a questa serata del Maradona: non una vittoria, ma un punto che profuma di maturità.









