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La metamorfosi di Weston: McKennie si prende la scena a suon di gol

Gol, assist, prestazioni positive, dinamismo, inserimenti, costanza e continuità. Tutte queste parole sarebbero davvero perfette per descrivere la stagione di Weston Mckennie. Il centrocampista americano si sta, nel corso di questi ultimi mesi, riscoprendo bomber e trascinatore. E Spalletti ormai non può fare più a meno di lui. Ma cosa c’è dietro il suo rendimento?
Una nuova dimensione tattica
Con l’arrivo dell’ex commissario tecnico della Nazionale, il classe 1998 ha trovato una nuova dimensione tattica, che ne esalta gli inserimenti offensivi. Infatti il buon Weston viene schierato principalmente come esterno destro o trequartista. Il tecnico gli concede la libertà e la licenza di accentrarsi, sfruttando la sua forza aerea e il tempismo negli inserimenti. Non è un certo un caso che, grazie alle sue prestazioni da goleador, sia stato votato dai tifosi come MVP della Juventus per il mese di gennaio 2026. Insomma, anche chi tante volte l’ha criticato, si è reso conto della sua inversione di rotta, trasformandolo in una sorta di vero e proprio idolo e punto di riferimento.
Insomma, l‘americano è diventato un vero e proprio jolly, trasformandosi da equilibratore difensivo a riferimento offensivo. In fase difensiva agisce spesso come esterno destro a tutta fascia per garantire equilibrio, mentre in attacco si accentra sistematicamente, diventando un trequartista aggiunto o, in alcuni casi, un vero e proprio attaccante centrale di supporto. La sua libertà di movimento è quasi totale: può trovarsi a fare il terzino a destra e, pochi secondi dopo, concludere l’azione come ala sinistra o punta. L’arma in più è poi il suo tempismo negli inserimenti, che lo rende imprevedibile. Perseveranza e carattere completano le caratteristiche di una sorta di vera e propria rinascita.
Il futuro ora cambia
Impossibile dunque non pensare a quella che è stata la parabola di Weston McKennie alla Juventus. Un’avventura che è stata segnata da momenti in cui sembrava destinato e vicinissimo all’addio, specialmente nell’estate del 2024. Oggi, sotto la guida di Spalletti, è diventato bomber e punto di riferimento. Ma questo non sarebbe stato possibile senza una serie di rifiuti e colpi di scena di mercato. Questa sua evoluzione ha portato la Juventus a considerare prioritario il suo rinnovo contrattuale, visto il rischio di perderlo a parametro zero in estate. Un qualcosa che, fino a qualche mese fa, appariva a dir poco impensabile e inimmaginabile.








