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Immobile, è di nuovo addio all’Italia: la telenovela continua
Una notizia inattesa e che arriva a dir poco inaspettata. Ciro Immobile lascia il Bologna e si trasferisce ai francesi del Paris. Un addio inatteso e che nasconde motivazioni complesse e tutte da raccontare.

In molti, inutile nasconderlo, hanno ancora in mente King Ciro, ossia colui che trasformava ogni pallone in oro e che dominava la classifica cannonieri. Lo sanno bene i tifosi del Torino, ma soprattutto quello della Lazio. L’attaccante è entrato nella storia del club biancoceleste, diventando il bomber entrato nella storia e il simbolo per molti anni. I tifosi capitolini ancora si leccano le ferite dopo il suo addio, inevitabile sì, ma non per questo non doloroso. L’omaggio arrivato durante l’ultimo Lazio-Bologna spiega il tutto meglio di ogni altra parola. Il punto è che sono passati due anni e sono accadute tante cose. Il buon Ciro ha avuto tanti problemi fisici. Il biennio critico è stato quello dal 2022 al 2024. Infatti, in queste due stagioni, Immobile ha subito numerosi infortuni ai flessori e al bicipite femorale. Nella sola stagione 2022/2o23 ha riportato quattro diversi infortuni muscolari, che lo hanno tenuto fuori in momenti cruciali contro squadre come Juventus, Atalanta e Roma. Insomma, un qualcosa che ha attenuato i suoi numeri il suo impatto.
Un amore mai nato
Buona è stata la parentesi al Galatasaray, con i suoi 15 gol. Il richiamo dell’Italia è stato forte, ma, in realtà, con il Bologna è stato un amore mai nato. La sfortuna ci ha messo il suo, con la lesione di secondo grado al retto femorale destro. Questo l’ha tenuto fuori per tre mesi, rallentando il suo ambientamento e il suo inserimento negli schemi di Italiano. Ma c’è solo questo alla base dell’addio? I numeri parlano, visti gli appena 227 minuti giocati. Per di più, al suo rientro, le gerarchie erano già chiare, con Castro e Dallinga davanti a lui. Il punto più alto è stato il rigore in Supercoppa con l’Inter, ma di quella personalità ed esperienza che avrebbe dovuto garantire non c’è mai stata traccia. E, con un contratto in scadenza a fine stagione, forse l’addio è stato davvero inevitabile.
Colpisce anche la scelta: una Parigi popolare e ruvida, ma adatta a chi ha ancora fame e voglia di rivincite. Perché, per quanto gli ultimi anni siano stati chiaroscuri e pieni di problemi, Ciro Immobile ha ancora voglia di voler dimostrare. Il suo rapporto con il gol non può chiudersi e finire in modo così drastico. Sotto la Tour Eiffel ci si aspetta un piccolo ritorno del King. Chi lo ha amato non può non pensarla così.











