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La Opinión

Sarri vs Conte, così diversi o così uguali? Una storia ancora da scrivere

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Maurizio Sarri e Antonio Conte: due profili agli antipodi, o quasi. Che si considerino dal punto di vista professionale, o da quello umano, i due hanno una storia, un vissuto e un’attitudine particolarmente differenti.  I loro percorsi professionali, in primis, si distinguono.

Se Antonio è entrato nel mondo del calcio da giovane centrocampista e da quel mondo non si è più staccato, quella di Maurizio è più la trama di un lungo, intrigante romanzo: la storia di un uomo che, da una panchina della Seconda Categoria negli anni Novanta, trent’anni dopo ha poi raggiunto quella della società calcistica più blasonata d’Italia. Da un lato, quindi, uno da sempre perfettamente inserito nell’ambiente; dall’altro, invece, uno che si è letteralmente “fatto da solo”: con le porte in faccia, con la determinazione, ma, soprattutto, con la forza delle idee.

SARRI CONTE: PROFILI DIVERSI, DESTINI INCROCIATI

Antonio Conte, grintoso ed ottimista: un mister che richiede più del 100% dai suoi calciatori; uno che dice di voler vincere, e lo dimostra. Maurizio Sarri, perfezionista: uno che vede la squadra come una macchina perfetta; uno la cui innovativa filosofia di gioco ha persino meritato un neologismo sul dizionario Treccani.

Prima di scontrarsi nei match ufficiali sulle panchine rispettivamente di Juvenuts e Inter, Maurizio Sarri e Antonio Conte non si erano mai affrontati prima del 2019; i loro destini, in realtà, si erano già intersecati in maniera singolare. Si alternarono, infatti, alla guida dell’Arezzo, in Serie B, durante la stagione 2006/07: Conte dall’inizio fino alla nona giornata (esonerato), poi Sarri dalla decima alla 28esima (esonerato), e infine ancora Conte, richiamato per le ultime 14 partite. Nessuno dei due, però, riuscì ad evitare la retrocessione.  A 12 anni dall’alternanza sulla panchina della squadra toscana, le strade dei due tecnici si incrociano nuovamente. Il Chelsea, che Conte aveva riportato al successo in Premier League l’anno prima, decide di esonerare il tecnico pugliese e di affidare la sua gestione proprio a Sarri, all’epoca protagonista assoluto del miracolo partenopeo.

CHI IL MIGLIORE?

Ora, però, entrambi siedono su due delle panchine più importanti d’Europa. Fin dall’inizio della stagione, poi interrotta e compromessa a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la lotta scudetto ha visto, nell’immaginario collettivo, la lotta tra i due. Se Sarri, però, ha ricevuto tante critiche e pochi elogi, soprattutto dal punto di vista della gestione tattica della squadra e dal suo modo di percepire il calcio, Antonio Conte è sempre stato complimentato ed elogiato come un vincente.

I numeri, però, parlano in modo diverso: innanzitutto, nelle prime 37 partite da tecnico della Juve (in tutte le competizioni), Sarri con il 73% di vittorie ha fatto meglio sia del primo Antonio Conte (59% nel 2011-2012), sia del primo Massimiliano Allegri (65% nel 2014-2015). Certo, una super rosa a disposizione, ma anche una bella risposta a chi non lo riteneva adatto a ricoprire il ruolo affidatogli.

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Gepostet von SportCafe24 am Montag, 15. Juni 2020

UNA STORIA ANCORA DA SCRIVERE…

Ma non solo: se guardiamo ai risultati recenti, è proprio l’Inter di Conte ad averne ottenuti di meno: fuori dai gironi di Champions League dopo che il passaggio del turno era quasi in cassaforte, si sta allontanando dal primato in classifica, con -6 punti dalla Juventus, avendo perso entrambi gli scontri diretti, sia a Torino che a Milano, ed è fuori dalla Coppa Italia. Se, dunque, non vince l’Europa League, avrà fallito la stagione?

Sarri, invece, è arrivato alla finale di Coppa Italia, è primo in classifica in campionato, e si sta comunque giocando la Champions League. Ma se a vincere il duello di Roma di mercoledì sera fosse il traghettatore azzurro Gennaro Gattuso, e se mister Sarri fallisse in Champions League, cosa regalerebbe di più a una Juventus che di primati in Italia ne ha già collezionati tanti?

Qualcosa che li accomuna, però, c’è: sembra proprio, infatti, che entrambi abbiano qualcosa da perdere e che la posta in gioco sia alta. Entrambi hanno una sfida, un ideale, un obiettivo. Quelli che saranno i risultati ce lo dirà il campo, ma l’aspetto più interessante e intrigante è che, a conti da fare, questa è una storia ancora da scrivere

Alessandra Santoro

SPORTS AGENCY SC24

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