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Nichilismo finanziario: perché Gen Z e Millennials scelgono cripto e scommesse sportive

Dalla crisi del 2008 ai social media: le radici profonde del nichilismo finanziario americano

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Gen Z e Millennials abbandonano i metodi tradizionali: il nichilismo finanziario diventa un fenomeno strutturale, non una moda passeggera

Recentemente è stato pubblicato il Planning & Progress Study 2026 di Northwestern Mutual, una ricerca annuale che analizza gli atteggiamenti e i comportamenti della popolazione statunitense rispetto alla gestione del denaro. Lo studio ha delineato un quadro chiaro dell’educazione finanziaria degli americani.

La percezione economica degli americani

Secondo i dati riportati dal Planning & Progress Study 2026, il 50% degli adulti statunitensi afferma di sentirsi finanziariamente al sicuro. La percentuale è in aumento di sei punti percentuali rispetto al 2025. Da notare che non ci sono differenze generazionali riguardo l’ottimismo economico, anzi, quest’ultimo cresce in maniera maggiore tra Millennials e Gen X. Un dato interessante è che, insieme all’ottimismo sulla situazione economica del paese cresce anche la percezione di disciplina nella pianificazione finanziaria. Infatti, il 53% degli americani si considera un pianificatore. La percentuale risulta in aumento rispetto al minimo storico del 45% registrato nel 2024.

Tuttavia, c’è una questione di cui generalmente si parla poco quando si affronta il tema economico, ma che lo studio mette in evidenza. Parliamo della tendenza, soprattutto tra i giovani, di orientarsi verso strumenti finanziari speculativi. Tra questi figurano le criptovalute, i prediction market e, in modo sempre più evidente, le scommesse sportive.

Vale la pena distinguere tra gli strumenti speculativi citati dallo studio, perché pur presentando caratteristiche diverse condividono tutti una natura fondamentalmente aleatoria. Le criptovalute, ad esempio, sono asset digitali caratterizzati da una volatilità estrema, guidati più dal sentiment di mercato e dalla speculazione che da fondamentali economici solidi: il confine con il gambling è più sottile di quanto si voglia ammettere. I prediction market dipendono dalla capacità di prevedere eventi incerti – elezioni, decisioni politiche, dati macroeconomici – dove la componente casuale rimane dominante anche per chi dispone di informazioni migliori della media. Le scommesse sportive, infine, aggiungono un ulteriore elemento strutturale: il vantaggio è sempre dalla parte della casa, rendendo il risultato atteso per il giocatore matematicamente negativo nel lungo periodo.

Ciò che accomuna tutti e tre è che il risultato dipende in misura determinante dal caso, e che usarli come strumenti di pianificazione finanziaria significa assumere un livello di rischio difficilmente compatibile con qualsiasi obiettivo economico di lungo termine.

Sono soprattutto la Gen Z e i Millennials a orientarsi verso questi mercati. Lo studio ha rivelato che il 32% degli appartenenti alla Gen Z dichiara di investire o di prendere in considerazione strumenti come le scommesse sportive e i prediction markets. La quota dei Millennials è invece del 24%. Complessivamente, il 17% degli adulti statunitensi afferma di utilizzare o di valutare questo tipo di strumenti per i propri investimenti.

Le motivazioni che spingono i consumatori verso i mercati speculativi e il fenomeno del nichilismo finanziario

Lo studio ha anche analizzato le motivazioni che spingono la gente verso i mercati speculativi. Questo è un aspetto che merita la nostra attenzione. Infatti, la sensazione diffusa è che i metodi finanziari tradizionali non siano adeguati per poter raggiungere i propri obiettivi economici. Lo afferma il 73% di coloro che si orientano verso asset speculativi, percentuale che sale all’80% se si considera solo la Gen Z.

Questo fenomeno, secondo gli analisti che hanno effettuato la ricerca riflette una sorta di “nichilismo finanziario”. Ciò significa che, quando le persone percepiscono una distanza troppo grande tra la propria condizione economica e gli obiettivi desiderati sono propensi a puntare su scorciatoie attraverso strumenti potenzialmente più redditizi, ma anche molto più rischiosi.

La tendenza di cercare scorciatoie quando ci si sente lontani dagli obiettivi finanziari che ci si è posti è molto comune. Tuttavia, anche che se le scommesse sportive e altri mercati speculativi possono essere percepiti come un modo veloce per fare soldi sono potenzialmente molto pericolosi e per questo dovrebbero essere trattati come forme di intrattenimento e non come strumenti di investimento. Per questa ragione il consiglio è sempre quello di destinare a queste attività solo una quota limitata del vostro denaro, una quota che si possa permettere di perdere completamente senza problemi.

Il contesto macroeconomico, la disuguaglianza percepita, il ruolo dei social media e la sfiducia degli utenti

L’inflazione degli ultimi anni ha eroso i risparmi di molte famiglie, rendendo concreto il senso di stagnazione economica. I mercati tradizionali – fondi pensione, obbligazioni, conti deposito – offrono rendimenti che spesso non riescono nemmeno a tenere il passo con l’inflazione. Per chi parte da una base patrimoniale bassa, la matematica è scoraggiante: risparmiare il 10% di uno stipendio medio per decenni non porta lontano se i rendimenti reali sono vicini allo zero.

C’è poi una dimensione psicologica e sociale. Le generazioni più giovani hanno assistito a una concentrazione della ricchezza senza precedenti, con asset come case e azioni che si sono apprezzati enormemente, favorendo chi li possedeva già. Chi è entrato nel mercato del lavoro dopo il 2008 si è trovato strutturalmente svantaggiato rispetto alle generazioni precedenti. La percezione che “il sistema è fatto per chi ha già i soldi” non è irrazionale, ha basi concrete.

Un fattore spesso sottovalutato è l’ecosistema informativo in cui i giovani si muovono. Su piattaforme come TikTok o YouTube l’algoritmo amplifica le storie di guadagni rapidi e straordinari, creando un’immagine distorta di ciò che è possibile ottenere con strumenti alternativi. Il confronto costante con chi “ce l’ha fatta” con le cripto o con una scommessa vincente alimenta la sensazione che i mercati tradizionali siano lenti e inadeguati rispetto a queste alternative.

Infine c’è una ragione più profonda: la crisi del 2008 ha lasciato una cicatrice duratura nella fiducia verso banche, fondi e consulenti finanziari. Molti giovani hanno visto le loro famiglie subire perdite o difficoltà proprio a causa di strumenti che avrebbero dovuto essere sicuri. Questa memoria collettiva alimenta uno scetticismo strutturale verso tutto ciò che è “tradizionale”, indipendentemente dai rendimenti effettivi.

Quali sono le prospettive future?

Il Planning & Progress Study 2026 ha mostrato un quadro variegato per quel che riguarda la fiducia per il futuro. Da un lato sta crescendo la fiducia nella possibilità di migliorare la propria situazione economica, ma dall’altro persistono forti timori legati all’andamento dell’economia e all’inflazione. Nello specifico, mentre il 45% degli americani prevede un indebolimento dell’economia nel 2026, solo il 36% si aspetta un miglioramento. Il 42%, inoltre, reputa l’inflazione come l’ostacolo principale alla sicurezza finanziaria.

Questa situazione è indice di malcontento degli americani e capace di accendere l’interesse dei consumatori per gli strumenti speculativi. Dunque questi mercati sono indice di un contesto che sta cambiamento e di una sfiducia sempre più crescente verso i mercati tradizionali.

Direttore Editoriale Sportcafe24.com. Da oltre 10 anni mi occupo della gestione editoriale del nostro magazine, formando giornalisti sportivi e copywriter.

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