Gioco Responsabile
Distinguere l’Amusement dall’Azzardo: il protocollo Safe Play approda in Senato
La sfida di Federamusement: “Uscire dalla bolla digitale e tornare all’incontro reale, dove conta l’abilità e non la fortuna”

Il comparto dell’intrattenimento puro compie un passo decisivo verso il riconoscimento politico e sociale. Tra due settimane la Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica ospiterà la presentazione ufficiale del protocollo “Safe Play”. L’iniziativa, promossa dal senatore Francesco Silvestro segna un momento di svolta per un’industria che intende riaffermare la propria funzione educativa e aggregativa, prendendo le distanze dalle logiche del gioco d’azzardo.
Che cos’è il protocollo Safe Play?
Al centro della conferenza stampa vi sarà il nuovo standard operativo sviluppato dagli Stati Generali Amusement in stretta collaborazione con l’Osservatorio Nazionale contro il Bullismo e il Disagio Giovanile. Il progetto “Safe Play” nasce con l’intento di trasformare le sale giochi in ambienti certificati e protetti. Le strutture che aderiranno al protocollo si impegneranno a monitorare attivamente il benessere dei frequentatori, con particolare attenzione ai minori. L’obiettivo è rendere il personale capace di riconoscere e prevenire fenomeni di disagio sociale, isolamento e bullismo, trasformando i luoghi del divertimento in veri e propri presìdi territoriali di sicurezza.
Amusement vs Azzardo: quali sono le differenze?
L’appuntamento in Senato sarà anche l’occasione per ribadire una distinzione concettuale e normativa che il settore rivendica da tempo: quella tra il gioco d’azzardo e l’amusement puro. Alessandro Lama, presidente di Federamusement, ha sottolineato nei giorni scorsi la necessità di “scardinare i vecchi pregiudizi” che ancora gravano sulle sale giochi, spesso confuse nell’immaginario collettivo con le sale slot o VLT. La differenza, secondo i promotori del progetto Safe Play, è sostanziale: mentre l’azzardo tende spesso a isolare il giocatore in una dinamica solitaria e passiva, l’amusement si fonda sull’abilità, sull’interazione e sulla sfida sana.
In un’epoca storica segnata da un crescente isolamento digitale tra i giovani, il gioco fisico diventa uno strumento di socializzazione reale, capace di favorire l’incontro e la condivisione.
L’Amusement come antidoto alla solitudine
La differenza tra azzardo e puro intrattenimento è una differenza antropologica. I promotori del progetto “Safe Play” pongono l’accento su una visione del gioco diametralmente opposta a quella delle VLT o delle slot machine, basata su tre concetti chiave: abilità, presenza fisica e relazione.
Punto n.1. La rottura della bolla solitaria
Il gioco d’azzardo, per sua natura, tende a creare una “bolla” attorno al giocatore. La dinamica è spesso uomo-macchina, un rapporto esclusivo e alienante dove il mondo esterno scompare e l’obiettivo è il guadagno economico. L’amusement, al contrario, scardina questo meccanismo. Una partita a un simulatore di guida, una sfida a air hockey o un torneo di basket arcade richiedono interazione. Anche quando si gioca in singolo, la presenza del pubblico, il confronto sui punteggi (high score) e la condivisione dello spazio trasformano l’atto ludico in un evento sociale.
Punto n.2. Il ritorno alle vecchie sale giochi nell’era del digitale
Il punto più innovativo della visione di Federamusement riguarda il contesto storico attuale. Viviamo l’epoca dell’iper-connessione virtuale che spesso coincide con un drastico isolamento fisico (fenomeno accentuato tra i giovanissimi). In questo scenario, le sale giochi dedicate all’amusement si candidano a diventare i nuovi centri di aggregazione del futuro. Mentre lo smartphone e il gaming online tengono i ragazzi chiusi nelle loro stanze, l’amusement li costringe a uscire di casa, a incontrarsi in un luogo fisico, a guardarsi in faccia. Il gioco diventa così un pretesto per la socializzazione reale, un “ponte” che unisce le persone invece di isolarle dietro uno schermo.
Punto n.3. Dalla fortuna al merito (Skill Game)
Infine, c’è il valore educativo della sconfitta e della vittoria. Nell’azzardo regna la fortuna cieca (il caso), un concetto diseducativo per un minore. Nell’amusement regna la skill (l’abilità): per vincere bisogna impegnarsi, migliorare i propri riflessi, affinare la tecnica. Questo promuove una “sfida sana”, dove il risultato dipende dall’impegno personale e non da un algoritmo casuale. Riconoscere le sale “Safe Play” significa quindi tutelare spazi dove i ragazzi possono sperimentare una competizione positiva, controllata e priva dei rischi economici legati alla ludopatia.
Attraverso “Safe Play”, il comparto propone un modello di responsabilità condivisa: operatori formati e ambienti controllati per offrire ai giovani spazi di aggregazione sani, alternativi tanto alla solitudine dello smartphone quanto ai rischi del gioco illegale o patologico.











