La Caduta degli Dei
Piatek e l’illusione del Pistolero
Dall’esplosione tra Genoa e Milan all’anonimato, fino alla rinascita lontano dai riflettori della Serie A: cosa resta di Piatek.

In tanti si ricorderanno di Krzysztof Piatek, l’attaccante che ha fatto sognare Genoa e Milan, per poi deludere tutte le aspettative. Soprannominato, per la sua esultanza, il Pistolero, la sua storia è, sotto certi punti di vista, a dir poco incredibile.
Il Messia del gol, ma poi…
Arrivato al Genoa nell’estate del 2018, con i liguri che hanno versato 4 milioni nelle casse del Cracovia, c’è stata, fin da subito, una grande attenzione su di lui. Il suo impatto è stato immediato e devastante. A parlare per lui sono sempre stati i numeri: 19 gol in 21 presenze. Ma non è tutto. Infatti il pensiero va al suo esordio in Coppa Italia, contro il Lecce, con quattro gol segnati in 37 minuti. Inoltre è stato il primo debuttante in Serie A a segnare otto gol nelle prime sei partite di campionato, eguagliando l’impresa di Karl Aage Hansen nel 1949-50. Prestazioni di altissimo livello quello del polacco, con il Milan che, il gennaio successivo, investendo ben 35 milioni di euro. Ha esordito nei quarti di finale di Coppa Italia contro il Napoli, segnando un altra doppietta. Sembrava davvero essere un sogno, ma l’anno dopo l’incantesimo si è rotto.
La stagione 2019/2020 è stata caratterizzata da un rendimento sotto le aspettative, con sole cinque reti. Ma cosa è successo? Il Milan ha vissuto, in quei mesi dei cambi di allenatore, passando da Gennaro Gattuso a Marco Giampaolo, poi sostituito da Stefano Pioli. Questo ha portato a moduli tattici in un breve periodo e Piatek, che eccelleva in un sistema specifico e con cross in area, ha faticato ad adattarsi a filosofie di gioco diverse e che richiedevano un maggiore coinvolgimento nella manovra.
Piccoli segnali di risveglio, ma..
L’arrivo a gennaio 2020 di Ibrahimovic ha sancito l’addio dell’ex Genoa, passato all’Hertha Berlino. In Germania ha continuato a deludere, sia per difficoltà di ambientamento che per il poco spazio trovato. Qualche piccolo segnale di risveglio c’è stato alla Fiorentina, con sei gol in 18 presenze. I viola però non hanno esercitato il diritto di riscatto. Stessa sorte alla Salernitana, nonostante un ottimo rapporto con l’ambiente e con Paulo Sousa. Le sole quattro reti hanno però portato al ritorno in terra teutonica.
Dopo tutte queste delusioni, la rinascita c’è stata con l’İstanbul Başakşehir, dove ha superato la soglia dei 10 gol in campionato, cosa che non gli accadeva dai tempi del Genoa e del Milan. Addirittura sono arrivate due triplette in campionato: una contro il Konyaspor e un’altra nell’ultima giornata contro l’Adana Demirspor. Numeri e prestazioni che hanno attirato l’attenzione dell’Al-Duhail SC, club del Qatar, dove si è trasferito la scorsa estate. Il suo rendimento è costante e, quantomeno dal punto di vista della media realizzativa, pare esser tornato. Certo per il Pistolero ci si sarebbe immaginati ben altri palcoscenici.











