Cronaca
“Italia bella addormentata”: Renzi spiega la ragione del suo successo

Da qualche giorno Matteo Renzi è in America, e da lì continua a pontificare e gonfiare il petto come se fosse ancora sul suo adorato balcone di Piazza Venezia. Il fatto che gli States siano il Paese di Abramo Lincoln – quello che disse “Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo“ – non lo impensierisce minimamente, of course: lui non parla agli americani, infatti, ma ai suoi sudditi “addormentati”.

Matteo Renzi durante il suo discorso alla Georgetown University
ISTITUTO LUCE VERSIONE 2.0 – “Per troppo tempo il nostro Paese è stata la bella addormentata nel bosco – ha scritto il premier poche ore fa su Facebook commentando il suo discorso agli studenti della Georgetown University, Washington – come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata, noi siamo qui per dare un indirizzo al futuro. Questo indirizzo – precisa Renzi passando in rassegna tutto il suo (logoro) armamentario propagandistico – e’ il lavoro
straordinario, l’energia, l’impegno che abbiamo messo in questo primo anno nelle riforme: la legge elettorale, l’architettura istituzionale, la Pa, il fisco, il Jobs Act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l’innovazione”.
PIACEREMO ALLA GENTE CHE PIACE – “Per questo non è possibile tornare indietro sulle riforme – conclude il capo del governo volgendo lo sguardo all’ineluttabile e fulgido destino della Patria – non possiamo permettercelo, sarebbe folle sciupare questa occasione
. Per vent’anni abbiamo guardato alla globalizzazione impauriti invece di vedere le opportunità. Il mondo ha fame dell’Italia e chiede la nostra bellezza, noi possiamo essere il luogo del futuro che piace al mondo. Come diceva Bob Kennedy, il futuro non è un dono, ma una conquista. Noi siamo pronti”.
Ok, solito Renzi: sotto la fuffa niente, come è ovvio che sia. Provate a pensare se ci fosse davvero qualcosa, infatti, qualcosa di più unico che raro, di vero e concreto come una promessa mantenuta: sarebbe l’inizio della (sua) fine. “Svegliare l’Italia”? Ma che, scherziamo? Così si rende conto di quello che le è successo mentre dormiva? E si accorge di risvegliarsi più povera e senza speranze di quando l’hanno messa a dormire? Non sia mai! Datele il croissant delle belle parole, a questa Italia affamata di pane e di fatti, e lasciatela sonnecchiare. Bella addormentata? No, brutta e “narcotizzata“. E non sarà certo il pusher a risvegliarla.
Enrico Steidler










