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Dream Team Serie A: tutti i migliori in un’unica formazione

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Marek Hamsik, stella del dream team di questa settimana

Il campionato di serie A a detta di tutti è in crisi; i top player snobbano il Bel Paese, il livello del campionato si è abbassato, le big non riescono più a trattenere i grandi campioni: questi sono i commenti dei principali critici ed opinionisti quando si parla del calcio nostrano. Ma è davvero così? A vedere il dream team che vi proponiamo dopo l’undicesima giornata di Serie A si direbbe proprio di no: non ci sono molti TOP PLAYER (termine fin troppo usato negli ultimi anni) da prima copertina, ma molti campioni silenziosi che regalano prestazioni di alto livello senza però essere sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Ecco la formazione proposta, seguita dai commenti dei principali giornali italiani.

La formazione che vi proponiamo è estremamente spregiudicata e offensiva ma veramente ricca di talento: l’undici racchiude i giocatori più determinanti negli scontri del weekend, a partire dagli anticipi di sabato, fino ad arrivare al monday night di ieri.

DREAM TEAM SERIE A (3-4-3): De Sanctis; Barzagli, Ranocchia, Rodriguez; Alvarez, Hamsik, Borja Valero, Cerci; Berardi, Palacio, Callejon

De Sanctis-Roma-SportCafe24

Morgan De Sanctis, portiere del Dream Team

Morgan De Sanctis: Due grandi parate su Cerci e ma soprattutto su Meggiorini: quando la sua porta sembra poter rimanere ‘bianca’ anche questa volta, ecco il centro di Cerci. Che interrompe la sua imbattibilità dopo 743’. Baluardo

Andrea Barzagli: I suoi anticipi sono impeccabili: roccia della difesa bianconera

 Andrea Ranocchia: Grande conclusione al volo da centravanti puro per il 2-0 interista e dietro non si passa

 Gonzalo Rodriguez: E’ febbricitante ma nessuno se ne accorge. Dirige con maestria la retroguardia, annulla Balotelli e si conferma l’autentico totem della retroguardia viola.

Alessio Cerci, esterno destro nel Dream Team e nel Torino di Ventura

Alessio Cerci, esterno destro nel Dream Team e nel Torino di Ventura

 Alessio Cerci: L’ex di turno è devastante: quando prende palla non ci sono avversari che da soli lo possano arginare, ne servono almeno due. Mette i brividi alla Roma nel finale di primo tempo con un paio di accelerazioni urtanti, la punisce con il gol nella ripresa. Fa la differenza. Sempre.

Marek Hamsik: Divide la palma di migliore in campo con Callejón, segnando il gol del raddoppio e proponendosi in ogni azione offensiva dei partenopei. Cerca più volte la conclusione da fuori area andando vicinissimo alla doppietta personale.

 Borja Valero: Segna fa segnare, corre come un maratoneta avanti e indietro e non sbaglia un passaggio o una decisione mostrando ancora una volta di essere un giocatore di una qualità e un intelligenza superiore. E con il Milan ha un conto aperto: visto che dopo aver segnato 12 mesi fa ha gonfiato la rete anche stasera.

Ricardo Alvarez: Come sempre tra i migliori: danza come un ballerino e si libera facilmente degli avversari. Tocchi intelligenti, filtranti, giocate di suola: è il miglior Alvarez. Alcune giocate sono da prezzo del biglietto, calciatore veramente trasformato. Nel finale, poi, la gioia del gol. Meritatissimo.

Domenico Berardi, autore di una tripletta che gli è valsa un posto nel Dream Team

 Domenico Berardi: Secondo tempo pazzesco! Inizia approfittando di una leggerezza di Costa che si fa superare dalla palla e batte freddamente Da Costa, passano due minuti e si procura un rigore che lui stesso realizza, la Samp pareggia e allora capisce che è il momento di completare l’opera dal dischetto per il 4-3 finale, prima tripletta in Serie A a soli 19 anni.

Rodrigo Palacio: Segna sempre lui, Rodrigo Palacio. Sono 7 i gol in Serie A in questa stagione. Stavolta di testa, segna in tutti i modi. Gol e non solo, perché come gli attaccanti di Mazzarri fa anche recuperi difensivi. Segna e poi corre tanto, come fa sempre: attaccante completo e decisivo. Nel finale l’assist a Ricky Alvarez.

 Josè Maria Callejon: Segna con una magia imparabile per Andújar aprendo le marcature a favore della squadra azzurra. Dopo il gol continua a macinare gioco e ad apportare soluzioni ed alternative all’attacco. Si muove a tutto campo e mette in ginocchio tutta la retroguardia ospite.

Jacopo Gino 

Classe '94, studente presso la facoltà di giurisprudenza di Torino. Aspirante giornalista, cerco di unire qualità nella scrittura, nuove idee e, quando serve, una buona dose di ironia. Perché leggermi? Perché non scrivo mai cose banali e cerco sempre di proporre nuovi spunti interpretativi sui temi di cui parlo

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