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La Caduta degli Dei

L’inversione a U di Marco Motta: cosa non ha funzionato alla Juve

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Una carriera che non ha rispettato le aspettative, soprattutto visto come era iniziata. Marco Motta è uno dei tanti talenti passati per la Juve, e non solo, ma che poi però non è riuscito a esplodere le aspettative. Ma cosa non ha funzionato? Non resta che ripercorrere la sua storia.

L’ascesa e la caduta

Considerato uno dei giovani difensori italiani più promettenti degli anni 2000, è cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta. Il suo debutto in Serie A è arrivato quasi subito, ossia il 9 gennaio 2005 contro la Roma, squadra che ha poi segnato una tappa importante del suo percorso. Ma ecco che, dopo la retrocessione della Dea, ha vissuto esperienze importante all‘Udinese e successivamente al Torino in prestito. Ed è stato con i friulani e i granata che ha iniziato ad affermarsi come terzino destro di spinta. E molti club hanno inevitabilmente messo gli occhi su di lui.
A puntare su di lui alla fine è stata proprio la Roma, che l’ha acquistato nel febbraio del 2009. In giallorosso ha vissuto un periodo d’oro, giocando con continuità e partendo persino titolare nella sfida degli ottavi di Champions League contro l’Arsenal. Corsa e cross: queste le sue armi. La ciliegina sulla torta è la sua esperienza in Under 21, di cui è diventato anche capitano.

Insomma, un inizio a dir poco folgorante il suo e che ha convinto la Juventus a investire cinque  milioni di euro. Ma la sua esperienza a Torino è stata una vera e propria inversione a U. Con il senno di poi, il buon Marco può esser definito il simbolo di quell’annata di transizione sotto la guida di Luigi Delneri. Arrivato con l’etichetta di uno dei migliori terzini destri italiani, a farla da padrone sono stati errori, difficoltà, prestazioni negative, errori difensivi e critiche .Nel 2011, con il cambio di mentalità portato da Conte, il giocatore è finito, praticamente immediatamente, ai margini della rosa. Ed è stata la fine della favola juventina per lui.

Il post Juve e il presente

Girovagare continuo: può esser definito così il post Juve di Marco Motta, che non è più riuscito a trovare stabilità. Ha cambiato dieci squadre in dieci anni: Catania, Bologna, Genoa, Watford, Charlton e Almeria. E proprio l’esperienza iberica è l’unica da ricordare e dove ha lasciato il segno, con oltre 40 presenze e tre gol. Dopo aver lasciato l’Europa, ha vissuto un’avventura esotica in Indonesia con il Persija Jakarta (2020-2022). In precedenza aveva giocato anche a Cipro con l’Omonia Nicosia. Oggi è opinionista e commentatore tecnico, ma resta la sensazione di un talento che non è riuscito a prendersi la scena. Nonostante le premesse, che sembrano far pensare al paradosso di un calciatore che aveva tutto (fisico, cross, esperienza internazionale precoce), ma a cui è mancata la tenuta mentale nel momento del grande salto. E anche un po’ di fortuna, trovandosi forse al posto giusto nel momento sbagliato.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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