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Napoli, l’enigma Giovane: tra investimento d’oro e un impatto da ritrovare

20 milioni di euro. Questo è quanto è stato pagato Giovane dal Napoli nel recente mercato di gennaio. I partenopei hanno voluto puntare sulla sua duttilità, sulla sua tecnica, il suo dribbling e la sua visione di gioco. I suoi tre gol e quattro assist con la maglia del Verona, arrivati nel primo scorcio di stagione, avevano attirato l’attenzione di molti club. Parlando di un classe 2003, la sensazione è che il verdeoro sia stato anche un colpo in ottica futura. E non solo il tentativo di avere un’arma in più nel presente, magari per rattoppare i tanti infortuni avuti dagli azzurri quest’anno. I fatti però hanno, ancora una volta, parlato.
Giovane e l’attesa di una scossa
Numeri e impatto infatti non sono stati quelli attesi. All’attivo, per il 22enne, di concreto e tangibile, ci sono l’assist per Alisson con la Roma e soprattutto quello decisivo a Lukaku proprio contro il Verona. Ma può bastare tutto questo in un contesto così importante, visto l’investimento? Perché il resto è una una serie di spunti, tentativi, approcci timidi, ingressi a partita in corso che non lasciano il segno e scarsa incisività. Conte vorrebbe da lui profondità, ma il brasiliano sta faticando a inserirsi e adattarsi. E soprattutto va ricordato che lui si sente attaccante a tutti gli effetti, avendolo dichiarato nelle sue primissime interviste italiane. Forse Giovane è solo in un processo di crescita e si non può non pensare al fatto che si sta parlando di un calciatore con ampissimi margini di miglioramento, soprattutto nella freddezza, nell’incisività e nel cinismo in zona gol. Certo, dall’altra parte, i soli 83 minuti totalizzati tra febbraio e marzo fa riflettere e pensare. Qualche segnale, prima della fine della stagione, andrà dato, soprattutto con un Napoli tornato prepotentemente in corsa per le primissime posizione. Altrimenti il rischio può davvero essere quello di smarrirsi.











