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L’Italia di Gattuso si gioca il Mondiale

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Gattuso Italia

Non è il tempo dei rimpianti, né quello dei calcoli a lungo termine. Per l’Italia di Gennaro Gattuso, il destino ha i contorni definiti di una notte da dentro o fuori: giovedì sera, nello stadio di Bergamo, contro l’Irlanda del Nord. In palio c’è un pezzo di storia e la necessità vitale di interrompere la maledizione che ha visto gli Azzurri spettatori degli ultimi due Mondiali. Ringhio lo sa e si presenta a Coverciano con la determinazione di chi ha studiato ogni dettaglio: 380 partite osservate dal vivo con lo staff e 80 voli presi per parlare guardando negli occhi i suoi ragazzi. «C’è solo una partita», ripete come un mantra, quasi a voler esorcizzare i cattivi pensieri di questi quattro mesi di vuoto.

Il clima attorno alla Nazionale è un misto di elettricità e attesa. Di speranza, speranza rinnovata. Mentre il presidente Gravina presenzia al centro tecnico e Buffon agisce da ombra silenziosa e rassicurante per il gruppo, Gattuso lavora soprattutto sulla testa dei calciatori. La sua ricetta è fatta di empatia e normalità: niente sessioni video infinite o lavagne sature di schemi durante le cene. «Bisogna normalizzare questi giorni complicati. Devo essere bravo a trasmettere positività, il passato non conta», ha dichiarato il CT come riporta il Corriere della Sera, sottolineando come i successi delle altre discipline azzurre debbano servire da stimolo e non da termine di paragone ansiogeno.

La lista dei 28 convocati riflette questa filosofia di fedeltà e merito, pur dovendo fare i conti con un’infermeria affollata. Gattuso ha scelto di puntare su chi lo ha portato fin qui, difendendo a spada tratta le sue certezze: «I nostri non sono scappati di casa. Ho agito in buona fede, privilegiando il gruppo che mi ha dato garanzie». Tuttavia, il forfait dell’ultimo minuto di Federico Chiesa è una ferita aperta. L’esterno del Liverpool, inizialmente convocato dopo una lunga assenza, ha alzato bandiera bianca per problemi fisici. Al suo posto Cambiaghi.

Se l’attacco si affida ai gol di Retegui e alla fisicità di Scamacca, disponibile per l’eventuale seconda gara,, la difesa resta un rebus. Bastoni si gestisce per un dolore al polpaccio, Mancini e Calafiori sono sotto osservazione, ma la parola d’ordine è “stringere i denti”. Una menzione speciale va ai volti nuovi e ai ritorni: dal giovanissimo Marco Palestra, classe 2005 del Cagliari, alle conferme di Pisilli e Scalvini. In mezzo al campo, il totem resta Barella, nonostante un leggero calo di forma: «Barellone gode della mia massima fiducia, ci parlo tutti i giorni».

La scelta di Bergamo come teatro della sfida non è casuale. Gattuso cerca il calore di un “catino” che sappia sostenere la squadra anche nei momenti di difficoltà, memore degli applausi ricevuti contro l’Estonia. «A Milano, al primo passaggio sbagliato arrivano i fischi», ha ricordato, preferendo l’abbraccio di uno stadio che sente come casa. La missione è chiara: rispettare l’avversario, restare concentrati sui calci piazzati e, soprattutto, non avere paura. L’Italia è chiamata a rispondere presente, con la grinta del suo condottiero in panchina e il cuore di un gruppo.

Prof di giorno, giornalista freelance di notte. Direttore de il Catenaccio e Head Writer di Sportcafe24.com

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