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Pistocchi sul caso Beccaglia: “Atteggiamento maschilista e volgare, ma molto meno grave di tanti altri. Figura delle donne non valorizzata”

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Intervista Pistocchi - Greta Beccaglia

Dopo aver analizzato il caso plusvalenze che ha coinvolto la Juventus nei giorni scorsi e i problemi che sta riscontrando Allegri nella seconda gestione bianconera, Maurizio Pistocchi ha analizzato in esclusiva ai nostri microfoni l’assegnazione del Pallone d’Oro a Leo Messi e il caso Greta Beccaglia.

Nei giorni scorsi, a Parigi, Messi ha ricevuto il Pallone d’Oro. Secondo lei è meritato e, soprattutto, crede che questo premio si stia trasformando in senso negativo?

“Un premio a Messi è sempre un premio meritato. Messi, per me, è il miglior giocatore del mondo, però quest’anno lo avrei dato a Lewandowski per due motivi. Il primo motivo è che l’anno scorso ha fatto un campionato eccezionale e meritava di vincerlo, ma non gli è stato dato per problemi legati alla pandemia. Quest’anno, invece, si è ripetuto su altissimi livelli, quindi considerando che l’anno scorso lo avrebbe meritato ampiamente e che quest’anno sta continuando a giocare molto bene, io lo avrei dato a Lewandowski. Ma ripeto che il premio a Messi non è mai immeritato”.

Parliamo del caso Greta Beccaglia. Lei è un giornalista da anni e ha una grande esperienza anche da conduttore, le chiedo come questo ambito sta cambiando nei confronti delle donne e se la figura femminile viene stereotipata. Purtroppo, oggigiorno, la figura della giornalista viene spesso accomunata a quella di valletta e la professione passa in secondo piano. Cosa non va nel sistema?

“Io non sono tanto d’accordo su questo, vedo che ci sono delle conduttrici nei programmi più importanti. Ci sono Giorgia Rossi e Diletta Leotta a DAZN, c’è Monica Bertini a Mediaset. Il discorso della Beccaglia è diverso, lì si tratta di un atteggiamento maschilista, volgare, ma non è una cosa che io non abbia visto in altre occasioni. Volgare ma ci sono, secondo me, cose peggiori. Spesso la figura femminile viene trattata, anche a livello delle aziende o in altri luoghi, in maniera volgare e arrogante da parte degli uomini. Ho lavorato per 35 anni a Mediaset e ho conosciuto anche delle mie colleghe (non necessariamente di Mediaset, ndr) che mi hanno raccontato degli episodi poco gradevoli. In questo Paese dove c’è un femminicidio al giorno e dove ormai la figura delle donne non viene valorizzata come dovrebbe essere, secondo me l’episodio della collega, pur essendo un episodio grave, è molto meno grave di tanti altri”.

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