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Conte balbetta, Sarri fa miracoli: il Maradona fa riflettere

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Un risultato inaspettato, ma forse nemmeno troppo e più di tanto. Sabato la Lazio di Sarri ha inflitto una pesante sconfitta al Napoli di Conte, segnando un momento chiave della stagione. Chiave perché, vista la vittoria dell’Inter, ha sancito la fine definitiva della corsa scudetto degli azzurri, facendo per di più pensare che i partenopei, in questi ultime settimane, dovranno anche un po’ guardarsi alle spalle per consolidare e confermare il piazzamento Champions. Chiave però anche perché spiega il lavoro straordinario fatto dall’allenatore dei biancocelesti.

Quello dei capitolini è  stato un vero e proprio dominio tattico, nonostante il 70% di possesso palla degli avversari. Un possesso palla che è stata però a dir poco sterile, inutile e fine a se stesso. I gol di Cancellieri e Basic hanno sancito una lezione totale, con una filosofia che è sovrastato l’altra. Scambi meccanici e ampiezza del gioco per creare spazi hanno fatto la differenza al Maradona, con la chicca della spinta dei due terzini che ha messo in difficoltà i padroni di casa. Sarri ha dimostrato che il possesso palla può non essere  fine a se stesso, imbrigliando il gioco di Conte, mostrando una linea difensiva perfetta. Il suo lavoro tattico ha rigenerato giocatori, a partire dagli autori delle due reti decisive. Il tutto in una stagione a dir poco complicata dal punto di vista ambientale e societaria. Insomma, il toscano ha davvero tirato fuori più di un coniglio dal cilindro.

Il Napoli, dal canto suo, è apparso senz’anima, incapace di produrre un solo tiro in porta nonostante il possesso palla. La stagione è stata segnata da un rendimento disastroso in campo internazionale, con il Napoli finito al 30° posto nella fase a gironi della nuova Champions League. Anche il percorso in Coppa Italia si è interrotto prematuramente, evidenziando una cattiva gestione del doppio impegno. Sì, la scusante degli infortuni c’è, ma nel mirino è finita l’eccessiva intensità degli allenamenti, che avrebbe portato a numerosi problemi muscolari e a una generale stanchezza della rosa. In questo contesto si inseriscono le voci insistenti su un suo possibile approdo in Nazionale e i silenzi nei confronti del presidente De Laurentiis. Insomma, precarietà e dubbi sul futuro si stanno sempre più prendendo la scena.

In definitiva, il verdetto del Maradona non ha solo solo gli equilibri del vertice della classifica, ma ha messo a nudo due visioni opposte: da una parte un progetto tecnico che, nonostante le tempeste societarie, trova nel campo la sua massima espressione, dall’altra una squadra che sembra aver smarrito la bussola, proprio nel momento decisivo e più importante. Se la Lazio di Sarri può ora guardare al finale di stagione, e soprattutto al semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, con la consapevolezza di chi ha ritrovato la propria anima, il Napoli di Conte deve interrogarsi in fretta: il rischio non è solo aver perso lo scudetto, ma veder sfumare anche quella certezza Champions che sembrava scontata fino a poche settimane fa.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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