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Spagna, che delusione: era necessario infierire contro Tahiti?

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Fernando Torres Juve
L'esultanza della Spagna

L’esultanza della Spagna

Che la Spagna, dopo il successo per 2-1 contro l’Uruguay, avesse la strada spianata per la vittoria del gruppo B della Confederations Cup era cosa certa. Ma da qui a dover umiliare la nazionale di Tahiti ce ne passa. Perché davvero il tiki-taka e il calcio spettacolo stavolta non erano proprio necessari. Non ce n’era bisogno, checché se ne dica.

SFIDA IMPARI – Nel calcio, si sa, ogni partita è una storia a sé. Nel calcio, si sa, il pallone è rotondo e tutto può succedere. Il fatto è che quando la squadra campione d’Europa e del Mondo in carica affronta una compagine sconosciuta fino a ieri queste affermazioni lasciano davvero il tempo che trovano. Tahiti non avrebbe avuto alcuna speranza di uscire dal Maracanà con una sconfitta di misura, figurarsi strappare un pari o addirittura coltivare l’utopica illusione di portare a casa una vittoria. E allora, cara Spagna, con queste premesse era davvero necessario umiliare 10-0 gli avversari?

C’è chi dice che, quando si tratta di una partita di calcio, sia necessario impegnarsi per tutto l’arco dei novanta minuti per mostrare rispetto nei confronti dell’avversario, attaccando e offendendo durante l’intero match. Anche per garantire spettacolo nei confronti di quegli spettatori che hanno pagato il prezzo del biglietto e vogliono godersi una vera partita. Questo è vero, quando si tratta di partite di calcio. Ma quella di ieri sera non lo era. C’erano 22 giocatori in campo, un direttore di gara e un pallone, questo è vero. Ma Spagna-Tahiti non è stata una partita di calcio. Soprattutto in un periodo come questo, in cui le Furie Rosse godono di un dominio assoluto calcisticamente parlando.

QUESTIONE DI RISPETTO – Di match terminati con risultati rocamboleschi ce ne sono stati e, verosimilmente, continueranno a esserci. In serie A, il 27 settembre 2011, l’Udinese surclassò 7-0 in trasferta il Palermo. Ma in quell’occasione fu partita vera, con il Palermo penalizzato anche da due espulsioni nel corso del match. Entrambe le squadre avrebbero potuto vincere e nessuno si sarebbe mai immaginato un risultato così eclatante. Spagna-Tahiti, invece, non ha nulla a che vedere con Palermo-Udinese. Se due squadre, prima del fischio d’inizio, sembrano essere su un livello simile, può starci anche di dilagare e chiudere il match con un risultato del tutto imprevisto fino a poco tempo prima. Ma in questo caso chiunque avrebbe potuto immaginare un facile successo degli iberici. Troppo diversi i valori in campo. E quando la prima frazione termina 4-0, si può anche semplicemente pensare di gestire il match e non continuare ad attaccare. Perché il rispetto per l’avversario, se questo è oggettivamente inferiore, si vede dalle piccole cose. E allora, nel 10-0 con cui la Spagna ha eliminato gli avversari dalla competizione, l’immagine più bella è quella di Mickael Roche. Il portiere di Tahiti, sul risultato di 8-0, esulta come se avesse vinto il Mondiale quando Torres spara alto al 79’ il calcio di rigore concesso dall’arbitro Haimoudi. Mettetevi nei suoi panni: non avrebbe mai immaginato di mantenere la porta inviolata contro uno squadrone come la Spagna, ma tornare a casa con dieci reti sul groppone non fa mai piacere. Ed è qui che si vede il rispetto per l’avversario. Cara Spagna, stavolta hai toppato.

Matteo De Angelis

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