La Caduta degli Dei
Ricky Alvarez, che fine ha fatto l’ex trequartista dell’Inter
Un talento cristallino spezzato dagli infortuni: la storia di Ricky Alvarez, dall’Inter al ritiro, fino al presente da dirigente

Il nome di Ricky Alvarez apre cassetti di ricordi per i tifosi dell’Inter. La sua avventura in nerazzurro è stato tutt’altro che entusiasmante. Ma che fine ha fatto? Senza alcun dubbio, ripercorrere il suo passato, può aiutare a capire il suo presente.
La carriera dell’argentino, nato a Buenos Aires il 12 aprile 1988, stata caratterizzata da un grande talento tecnico e da un fisico imponente, ma purtroppo numerosi infortuni che ne hanno limitato la continuità. Cresciuto nelle giovanili del Velez, ha debuttato in prima squadra nel 2008. Un grave infortunio al crociato ha rallentato la sua esplosione, che è comunque arrivata nel 2010-2011. Infatti è in questa stagione che è diventato protagonista della vittoria nel Torneo di Clausura 2011 e della cavalcata, fino alla semifinale, della Copa Libertadores. 54 presenze e sei gol sono comunque sembrati un ottimo biglietto da visita per il salto nel calcio europeo. Infatti, a puntare su di lui, è stata l’Inter, che ha investito ben 12 milioni di euro. Ma come sono le andate le cose nella Milano nerazzurra? Non resta che entrare nello specifico e nel dettaglio.
La sua esperienza può essere definita un misto di grandi aspettative, sprazzi di classe purissima e molta sfortuna. Arrivato a Milano per circa 12 milioni di euro come uno dei talenti più cristallini del Sudamerica, all’inizio ha faticato
trovare una collocazione tattica precisa. Spesso schierato come esterno nel 4-4-2 o come trequartista, ha pagato l’eccessiva lentezza nel breve. La tecnica però c’è sempre stata, come dimostrato con il suo primo gol in Champions League contro il Trabzonspor. La rinascita era dietro l’angolo e ha portato il nome di Walter Mazzarri. Ed è stato proprio quest’ultimo a rigenerarlo, spostandolo più al centro del gioco o come mezzala d’attacco. In quell’annata è diventato un titolare inamovibile, con quattro gol e otto assist in Serie A. La ciliegina sulla torta la convocazione dell’Argentina ai Mondiali del 2014. Alvarez, pur non essendo stato sempre brillantissimo, vien ricordato dai tifosi interisti come un giocatore elegante e corretto, frenato solo da un fisico troppo fragile per i ritmi europei.
Il post Inter e il presente
Nell’estate del 2014, a causa di una riorganizzazione della rosa, è stato ceduto in prestito al Sunderland. Ancora una volta a essere decisivi sono stati i problemi fisici cronici al ginocchio, collezionando pochissime presenze e finendo anche al centro di una battaglia legale tra i due club. Le sole 13 presenze sono comunque emblematiche di quanto accaduto. Dopo essere rimasto svincolato per mesi a causa del contenzioso FIFA, Alvarez è tornato in Italia, indossando la maglia della Sampdoria. La forma dei tempi migliori però, anche in quest’avventura, è sembrata essere un lontano ricordo, a causa di lunghi stop. I messicani dell’Atlas, con 19 presenze e due gol e il ritorno al Velez sono le ultime due pagine della sua carriera. L’argentino si è ritirato ufficialmente dal calcio giocato a dicembre 2021 all’età di 33 anni. La sua carriera è stata pesantemente condizionata da continui infortuni, che lo hanno spinto a chiudere l’attività dopo un’ultima esperienza in Argentina, per di più nel club cui era cresciuto. Ma è qui che è rimasto, svolgendo il ruolo di direttore sportivo, ma godendosi anche un po’ la vita lontano dai campi. Però viene anche ricordato per il suo talento cristallino ma frenato dalla sfortuna fisica.










