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Mario Balotelli: l’eterno ritorno del talento perduto

Mario Balotelli al Genoa era una notizia che aleggiava da tempo negli ambienti calciatici. Alla fine ha prevalso la linea Gilardino, principale fautore di Super Mario. Balotelli torna in serie A quattro anni dopo la n on esaltante esperienza di Brescia, conclusa con 19 presenze e 5 reti. Quella rossoblù sarà la sua tredicesima squadra. In questi anni, l’ex Inter ha girato il mondo, portandosi dietro le solite polemiche misti a lampi di qualità. A 34 anni in Liguria trova una situazione tutt’altro che semplice e avrà il compito di risollevare una squadra in netta crisi. Il suo arrivo, inutile negarlo, suscita più di un sorriso a mezza bocca e genera più di una perplessità. Sono tanti coloro che considerano Balotelli un mezzo giocatore, buono solo a far vendere giornali con le sue bravate più che con le sue prodezze in campo.
Balotelli cerca l’ennesima rivincita
L’ultima esperienza di Balotelli prima del Genoa è stata in Turchia. Con la maglia dell’Adana Demirspor la scorsa stagione disputò 16 gare segnando 7 reti. Con la stessa maglia, due stagioni prima aveva giocato 31 gare con 18 reti, prima di tentare l’avventura in Svizzera, al Sion. Balotelli di fatto ha girato l’Europa alla ricerca di una stabilità che non ha mai trovato. Tra balotellate (termine ormai entrato nel linguaggio comune per sottolineare fuori dalle righe), prestazioni scadenti e gol da campione, Balotelli ha sprecato il talento che Madre Natura gli aveva conferito. Ora è alla ricerca degli ultimi gettoni prima di chiudere una carriera che, per gli spettatori neutrali, dovrebbe essere colma di rimpianti.
Balotelli non ha mai rinnegato le sue azioni e ha sempre affermato di essere vittima di un’attenzione mediatica fuori dall’ordinario, cosa che in parte può essere vera. Fatto sta che in questi anni ha sempre alternato buone stagioni ad altre da dimenticare. Ora ci prova al Genoa, in una squadra che ha perso tutti i punti di riferimento della scorsa stagione ed è in netta difficoltà. I rossoblù lo hanno corteggiato a lungo, convinti che possa essere l’uomo giusto in grado di dare qualità alla manovra della squadra. Di certo non potrà fare tutto da solo, ma è chiaro che per lui questa rappresenta una buona opportunità per riscattare in minima parte una carriera che prometteva molto di più.
Davide Luciani













