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Roberto Mancini: un allenatore distrutto dal suo ego

Roberto Mancini è stato l’uomo delle prime volte. Primo a sedersi su una panchina di serie A senza patentino, primo a riportare l’Inter a vincere uno scudetto dopo l’epoca Trapattoni, primo allenatore vincente dell’era Mansour al City, primo Ct a vincere un Europeo dal 1968 con la Nazionale. Nonostante ciò, spesso il suo ego lo ha portato a scelte incomprensibili. Quella di lasciare la Nazionale italiana per allenare l’Arabia Saudita è tra queste. L’esonero “da nababbo” che ha ottenuto non cancella l’addio da traditore e tutto ciò che ne è conseguito.
Mancini, un allenatore da montagne russe
Roberto Mancini da quando ha iniziato ad allenare è sempre stato un tecnico da montagne russe. Anche con la Nazionale italiana è stato così: vittoria dell’Europea dopo 53 anni e mancata qualificazione al mondiale. La scelta di allenare l’Arabia Saudita è però un autogol di quelli spettacolari che si spiega solo con la faraonica offerta da 100 milioni esentasse per 4 anni. Alla guida dei Figli del deserto, Mancini ha disputato 21 gare, di cui 17 ufficiali. In queste ultime gare ha inanellato 9 vittorie, 6 pari e 2 sconfitte. Se i numeri non sembrano così tremendi visti nel complesso, analizzando attentamente le gare si scopre che l’italiano ha iniziato come peggio non si poteva. L’eliminazione ai rigori agli ottavi di Coppa d’Asia contro la Corea di Klinsmann e, soprattutto, il fatto che abbia abbandonato il terreno di gioco prima della fine della serie, è stato l’inizio della fine. Mancini paga un atteggiamento “presuntuoso e distaccato”, a detta degli arabi. Lo stesso che lo ha portato ad altri clamorosi divorzi.
E ora?
Quale futuro ora per Roberto Mancini? In Italia si è giocato gran parte della sua credibilità con il voltaffaccia alla Nazionale. In generale, il tecnico ha sempre avuto un atteggiamento troppo presuntuoso che lo ha spesso portato alla rottura. Ora l’ex ct azzurro si guarderà inevitabilmente intorno in attesa di un’opportunità. Di certo con il suo curriculum qualcosa uscirà fuori, ma la vera domanda è: Mancini è ancora un allenatore in grado di fare la differenza? La verità è che Mancini sembra essersi incartato su sè stesso, incapace di rinnovarsi in un calcio che va velocissimo. Il rischio è che il periodo d’oro del tecnico sia finito. In questa fase Mancini sembra la brutta versione dell’allenatore che fu, più polemico e meno incisivo. Un allenatore fagocitato dal suo ego che non riesce ad uscire dal personaggio che si è costruito.
Davide Luciani









