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Roma, Milano, Torino: qual è la capitale del calcio italiano?

In attesa dell’inizio della Serie A, abbiamo provato, con un breve esperimento, a decretare la città più forte in ambito calcistico. Ipotizzando la top 11 delle tre metropoli del soccer made in Italy, ecco le tre rose da urlo che si formerebbero.
ROMA – Il club capitolino potrebbe sicuramente contare su una solida difesa. L’esperienza di De Sanctis tra i pali, con la collaborazione dei centrali Benatia e del neo acquisto biancoceleste De Vrij, formerebbe un baluardo difficile da espugnare. La spinta di Maicon e Lulic (nel ruolo di terzino che potrebbe ricoprire nella prossima stagione) potrebbe rivelarsi difficile da arginare. A centrocampo qualità garantita con Pjanic, Strootman e Parolo. In attacco intriga l’idea del tridente, con la velocità di Gervinho e Iturbe e il fiuto del goal del bomber Klose. Una squadra compatta in difesa, tecnica a centrocampo, veloce sulle fasce e infallibile sotto porta, con in panca uomini del calibro di Castan, Basta, Cole, De Rossi, Candreva, Totti e Keita. La capitale del calcio, a formazioni unite, è sempre nel cuore dell’Italia.
TORINO – Il capoluogo piemontese può contare sul blocco Juve, ma su ben pochi ricambi dati dalla squadra granata. Con Buffon intoccabile in porta, la difesa a tre non potrebbe che essere quella campione d’Italia, con Barzagli, Bonucci e Chiellini. Gli esterni vedrebbero una lotta Darmian-Evra per la fascia sinistra, e Lichtsteiner intoccabile a destra. Al centro sembra impossibile anche solo pensare di sostituire il trio Vidal–Pirlo–Pogba con un granata. Unico titolare sicuro (o quasi) nella formazione sarebbe Cerci, anche se al fianco di Tevez i bianconeri sarebbero costretti a giocare senza prime punte di ruolo. E con Llorente in campo, davvero si potrebbe rinunciare all’Apache? In sostanza, Torino può contare quasi esclusivamente sulla formazione bianconera. Una limitazione che non può permettere alla città di primeggiare.
MILANO – La crisi di Inter e Milan non consente all’immaginario club unito di essere all’altezza degli altri. Handanovic tra i pali è una sicurezza, Vidic–Rami una coppia di valore ma che non sembra al livello delle altre. Sulle fasce il giovane De Sciglio e il ballottaggio Jonathan-Abate fanno rimpiangere i grandi esterni del passato. Il centrocampo M’Vilà, De Jong e Montolivo garantisce poca tecnica: Kovacic sembra ancora troppo acerbo. Dubbio Hernanes-Menez per la trequarti, ma la continuità non è il loro forte. La coppia d’attacco di giovani terribili Balotelli–Icardi va a singhiozzi, l’alternativa Palacio non ha la fantasia della concorrenza. Il top team lombardo è in evidente crisi di qualità e continuità, e non sembra essere in grado di reggere il confronto.
Dopo anni di dominio alternato Milano-Torino sembra dunque che l’avvento dell’era Garcia e i nuovi acquisti in casa Lazio spostino gli equilibri verso la Città Eterna. Attenzione però: una volta rimesse le formazioni ognuna al proprio posto il discorso cambierà. E le stracittadine infiammeranno il cuore dei tifosi.
Davide Terraneo













