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Dai panini-bomba alle botte ai ragazzini, ecco i “leoni delle curve” che ci tengono in ostaggio

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Ultrà del Brescia

“Nella mia vita ultras ho commesso uno sbaglio enorme credo per la prima volta…ho scambiato dei ragazzini per ultras…quando mi sono accorto del grave errore era un po tardi…non cercate colpevoli tra gli ultras bresciani a siena…non centrano nulla loro…nessuno a parte me…chiedo scusa a tutti specialmente al ragazzo e alla sua famiglia…(i fatti si riferiscono al pre-partita di Siena-Brescia 2-1, vittime un ragazzo greco di 16 anni in gita scolastica e la sua fidanzata, aggrediti nei pressi di un bar: lui se la cava con ferite al volto e una prognosi di 7 giorni, ndr) pagherò come è giusto che sia…ho visto da lontano un buon gruppo insultare i bresciani in arrivo e ho perso il controllo delle mie azioni ripeto scambiandoli per ultras avversari…non cerco ne clemenza ne altro…pagherò come è giusto che sia…avendo sbagliato…non sono fiero di cio che ho fatto…anzi…ma ho sbagliato in buona fede lo giuro su dio….state vicini al brescia e alla sua curva…risorgerete insieme come la nostra tifoseria merita..siate fieri della vostra curva…loro non hanno sbagliato solo io ho sbagliato…scusatemi…ciao….”.

SOUVENIR D’ITALIE – Domanda: la confessione postata su Facebook dal capo-ultrà del Brescia Ezio Ghidesi, riportata qui sopra in versione integrale, è più penosa o più ridicola? Al di là della ricostruzione dei fatti (“Ho visto da lontano un buon gruppo insultare i bresciani in arrivo e ho perso il controllo delle mie azioni ripeto scambiandoli per ultras avversari”, roba che non convincerebbe neppure il commissario Basettoni), della prorompente carica di auto-ironia involontaria che emerge un po’ ovunque (“Quando mi sono accorto del grave errore era un po’ tardi…”) e del maldestro tentativo di richiamare solo su di sé l’attenzione della polizia, credo che sia utile soffermare almeno per un attimo l’attenzione su queste parole. Esse, infatti, riflettono meglio di qualsiasi analisi sociologica la de-forma mentis degli ultrà, e non parlano a nome del solo Ghidesi ma a quello di 40 mila esagitati (per l’esattezza 41.120 secondo il più recente studio condotto dalle forze dell’ordine sulla fauna curvaiola) che sono tutti uguali fra loro, cambiano solo i colori, ma la faza è la stessa della raza.

Tipico arsenale da ultrà. Nella foto, quello sequestrato dalla polizia lo scorso novembre ai supporter del Como

Tipico arsenale da ultrà. Nella foto, quello sequestrato dalla polizia lo scorso novembre ai supporter del Como

UNO SPUNTINO COL BOTTO – Cosa alberga nella testa di certa gente al posto dei neuroni? Abituati a sfogare il loro cieco furore su chiunque, siano essi fidanzatini greci in gita scolastica o bambini di 8 anni costretti a consegnare sciarpa e maglietta, i leoni delle curve le studiano – scusate il parolone – tutte pur di mettersi in condizioni di superiorità rispetto all’avversario, e quando manca il numero ecco che il loro pensiero – riscusate il parolone – vola all’arsenale. Coltelli? Manganelli telescopici? Petardi? Bombe carta? Sì, certo, anche, ma da oggi c’è una grande novità, i panini farciti con la carica esplosiva. Le forze dell’ordine ne hanno trovati ben 4 durante i controlli sugli autobus dei supporter bianconeri nel pre-partita di Napoli-Juventus, e potete star certi che la new entry gastronomica sarà subito imitata e “perfezionata” da tutte le altre tifoserie, nessuna esclusa.

DEI DELITTI E DELLE PENE – E come si difende la cosiddetta società civile da queste bande di pericolosi deficienti? Generalmente, come è noto, con il Daspo (il divieto di accedere a manifestazioni sportive, che può durare da uno a cinque anni) o poco più. Punto. “Pagherò come è giusto che sia” scrive il prode Ghidesi, ma…i suoi colleghi sarebbero ugualmente “eroici” se dovessero pagare letteralmente per le loro nefandezze? Possibile che i costi dei danni provocati dagli ultrà – per non parlare della pura e semplice opera di prevenzione – debbano ricadere solo ed esclusivamente sulla collettività? E cioè sulle vittime? Ma c’è un’altra considerazione che vale forse la pena di fare. Le elezioni europee e amministrative ormai incombono: perché il voto di questa gente deve avere lo stesso valore di quello di chi vive onestamente e rispettando il prossimo? E’ tutto giusto, o c’è qualcosa che non va? Ai lettori l’ardua sentenza.

Enrico Steidler

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