Faccia a Faccia
Zappacosta vs Nuno Tavares: due scuole a confronto

Atalanta-Lazio non è mai stata una sfida come tutte le altre. E anche i duelli a distanza sono molto interessanti. Questa volta il pensiero va alle fasce e al faccia a faccia tra Zappacosta e Nuno Tavares. Insomma, la sfida tra due scuole differenti.
Storie diverse
Classe 1992, muove i primi passi nel settore giovanile del Sora, ma la sua carriera inizia ufficialmente con l’Isola Liri. Ed è qui che debutta a soli 17 anni in Lega Pro Seconda Divisione. Mette a segno il suo primo gol in campionato e le sue prestazioni attirano l’attenzione dell’Atalanta. Gli orobici acquistano il cartellino, facendolo giocare per sei mesi nella formazione Primavera. Successivamente, viene girato in comproprietà all’Avellino, dove vive tre stagioni fondamentali per la sua crescita. In Irpinia conquista la promozione in Serie B nella stagione 2012-2013. Nella stagione 2013-2014 gioca da titolare in Serie B e su di lui mettono gli occhi dei club di Serie A. Sono i nerazzurri però a richiamarlo alla base, con l’esordio ufficiale in Serie A che avviene il 31 agosto 2014. Segna il suo primo gol nel massimo campionato pochi mesi dopo, il 6 gennaio 2015, contro il Genoa. Tre reti in 29 presenze sono i suoi numeri della prima annata con la Dea.
Un po’ a sorpresa, nel luglio del 2015, viene acquistato a titolo definitivo dal Torino. Il tutto è frutto di un’operazione lampo da circa 10 milioni di euro complessivi che porta in granata anche il compagno di squadra Daniele Baselli. Zappacosta diviene rapidamente un punto fermo della squadra, allora guidata prima da Ventura e poi da Mihajlovic. Ed è nella stagione 2016-2017 che c’è l’esplosione definitiva. Colleziona 29 presenze, un gol e ben cinque assist. Grazie alle prestazioni in granata, si guadagna le prime chiamate fisse in Nazionale. La ciliegina sulla torta è il passaggio al Chelsea di Antonio Conte, che lo acquista nell’ultimo giorno di mercato dell’estate 2017 per una cifra vicina ai 25-28 milioni di euro, garantendo al Torino una ricca plusvalenza. Con i Blues ha un esordio da sogno, giocando in Champions League contro il Qarabağ e segnando un gol pazzesco con un cross rasoterra dalla fascia destra, che finisce dritto in rete dopo una corsa di 50 metri. Nel suo biennio a Londra ha vinto una FA Cup e un’Europa League, la seconda sotto la guida Maurizio Sarri in panchina. Dopo due stagioni, l’ascesa di giovani come Reece James e il cambio di guida tecnica lo portano a tornare in Italia. Ma questo è un nuovo capitolo.
Nuno Tavares inizia il suo percorso nelle giovanili dello Sporting Lisbona nel 2010, ma dopo una breve parentesi al Casa Pia, nel 2015 approda al Benfica. È qui che avviene la sua trasformazione. Il suo esordio tra i professionisti è letteralmente da sogno. Infatti, il 4 agosto 2019, a soli 19 anni, debutta nella Supercoppa di Portogallo vinta 5-0 contro lo Sporting, proprio la sua ex squadra. Pochi giorni dopo gioca la sua prima partita in Primeira Liga contro il Paços de Ferreira. In quella stessa partita segna il suo primo gol e fornisce ben due assist, diventando immediatamente un idolo dei tifosi.Nonostante la concorrenza di un veterano come Grimaldo, il classe 2000 riesce a ritagliarsi il suo spazio, grazie alla sua straripante forza fisica, debuttando anche in Europa League. Queste prestazioni attirano l’attenzione dell’Arsenal, che nell’estate del 2021 decide di investire su di lui per portarlo in Premier League. Arriva a Londra come vice di Kieran Tierney, ma grazie ai frequenti infortuni dello scozzese, trova subito molto spazio. Segna la sua prima rete con i Gunners il 23 aprile 2022, in un match cruciale vinto 3-1 contro il Manchester United all’Emirates Stadium. Sotto la guida di Mikel Arteta, Tavares mostra una spinta offensiva incredibile, ma palesa diverse lacune in fase difensiva. In una sola stagione, totalizza 28 presenze, un gol e un assist tra campionato e coppe. I Gunners decidono di non puntare stabilmente su di lui per il ruolo di titolare, preferendo mandarlo in prestito per farlo maturare tatticamente. Da quel momento inizia il suo giro d’Europa.
Avventure opposte
Il ritorno in Italia di Zappacosta avviene nell’agosto 2019, con la Roma che l’acquista con la formula del prestito oneroso dal Chelsea. Tuttavia, l’avventura giallorossa è condizionata dalla sfortuna, visto che, dopo solo una presenza, subisce la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro in allenamento. È il mese di ottobre, ma l’ex Torino torna in campo solo a fine stagione, dopo il lockdown, collezionando in totale appena nove presenze e senza mai trovare la via del gol.Per rilanciarsi, nel settembre 2020, passa in prestito secco al Genoa. Diventa un perno della fascia destra (e talvolta sinistra), chiudendo la stagione con 25 presenze. Segna quattro gol pesanti, tra cui una rete splendida nel derby contro la Sampdoria e un gol decisivo contro il Verona. Queste prestazioni convincenti al Grifone portano al ritorno all’Atalanta. Nonostante alcuni problemi fisici tra il 2022 e il 2024, mantiene una costanza di rendimento elevata, adattandosi perfettamente ai cambi in panchina tra Gasperini, Juric e Palladino. È uno dei grandi protagonisti della cavalcata trionfale in Europa League (stagione 2023/2024), servendo l’assist decisivo per uno dei gol di Lookman nella storica finale vinta 3-0 contro il Bayer Leverkusen. Nella stagione successiva si distingue come uno dei migliori assistman della Champions League, con ben cinque passaggi vincenti in nove partite. Insomma, un leader che sa come lasciare il segno.
Sotto la guida di Igor Tudor in quel di Marsiglia, Tavares vive la migliore stagione della sua carriera dal punto di vista realizzativo. Il modulo del croato gli permette di giocare come esterno a tutta fascia, esaltando le sue doti fisiche. Segna sei gol in 31 presenze in Ligue 1 e si mette in mostra anche in Champions. Nonostante ciò, colpiscono anche la discontinuità mentale e le solite lacune difensive, con i francesi che decidono di non riscattarlo a fine stagione. Tornato all’Arsenal, viene girato nuovamente in prestito oneroso al Nottingham Forest, con l’obiettivo di imporsi finalmente in Premier League. Tuttavia, l’annata è deludente, viste le sole 12 presenze, anche a causa di qualche problema fisico. Non segna e non fa assist, tornando così a Londra. Questo rendimento altalenante permette alla Lazio di acquistarlo a condizioni favorevoli pochi mesi dopo, scommettendo sul suo rilancio in Italia. Il primo anno in biancoceleste, sotto la guida di Baroni, si caratterizza per un impatto offensivo travolgente nei primi mesi, con ben otto assist, ma a ciò seguono diversi stop fisici. Questi portano a un calo del suo rendimento nella seconda parte della stagione, rendendo le sue prestazioni più altalenanti rispetto al debutto fulminante. Quest’anno, con Sarri in panchina, sono 18 le presenze in Serie A, ma non ha ancora trovato il gol o l’assist in campionato. Dopo un periodo di difficoltà e di alternanza tra fine 2025 e inizio 2026, si riprende stabilmente il posto sulla corsia mancina, giocando i 90 minuti completi in match recenti come quelli contro Milan e Bologna. In Coppa Italia ha già messo a referto un assist nelle sue due apparizioni stagionali. Dunque, a piccoli passi.
Chi è più forte?
Corsa, resistenza, duttilità: a Zappacosta di certo non mancano armi. Bravo negli inserimenti, sa garantire sia copertura che spinta, eccellendo così in ambo le fasi. È un ottimo crossatore, capace di mettere palloni tesi e precisi sia dal fondo che dalla trequarti. Insomma, è il prototipo dell’esterno moderno, potendo agire sia da quinto che da terzino. Nuno Tavares è invece prevalentemente un giocatore offensivo, sfruttando la sua velocità, la sua accelerazione, la sua fisicità e la sua agilità. La sua progressione palla al piede è impressionante, ma manca in tenuta fisica e in difesa, per quanto stia mostrando dei progressi. Insomma, l’orobico dà maggiori sicurezze, ma occhio agli strappi del portoghese.










