Calcio Estero
Ligue 1: Brandao tra squalifica e galera

Era il 2002 quando lo Shakhtar si presentava dal Sao Caetano per ingaggiare un attaccante brasiliano di buone prospettive, tale Evaeverson Lemos Da Silva, ribattezzato Brandao.
7 anni nel campionato Ucraino e infine il trasferimento che potrebbe rappresentare la svolta della sua carriera, l’Olympique Marsiglia.
Una buona annata che si conclude con la vittoria dello scudetto ma, il trasferimento in Ligue 1 afferma anche Brandao come uno dei personaggi più discussi del calcio francese. (Si segnalano accuse di stupro e un intervento killer ai danni di Thiago Silva)
SEI MESI E RISCHIO PRIGIONE – I controsensi del calcio sono tutti riuniti proprio nell’ultimo caso che ha riguardato il discusso attaccante Brasiliano.
La partita in questione è Paris Saint Germain – Bastia, nel quale i parigini si “sbarazzano” agilmente dei propri dirimpettai.
Ma non sono le questioni di campo quelle a far notizie, ma quelle extracampo.
Brandao infatti, come dimostrato dalle telecamere di sorveglianza, si posiziona nel tunnel che conduce agli spogliatoi a fine partita e attende Thiago Motta per sferrargli una testata.
Il presidente del PSG su tutte le furie pretende una squalifica a vita, Motta reagisce cercando lo scontro fisico venendo fermato a fatica e comincia l’indagine della commissione disciplinare della Ligue 1.
La ricostruzione in fase di sentenza dell’avvocato del Brasiliano si è soffermata su presunti insulti razzisti di Motta ai danni di Brandao, ovviamente, seccamente smentiti dal nazionale italiano.
REAZIONI – Le polemiche ovviamente non sono mancate.
Dario Canovi, agente di Motta, si è subito soffermato sul precedente Leonardo, quando con una spallata molto meno appariscente ai danni di un arbitro fu squalificato per 1 anno.
In fase di ricorso Leonardo riuscì a vincere la propria “guerra” ma le “cicatrici” di quanto successo lo portarono alle dimissioni.
La mancanza di scuse di Brandao e la rabbia scaturita in Motta porteranno cosi i due a ri-affrontarsi in un processo ben più “pericoloso” per l’ex Shaktar.
Il 3 Novembre infatti i due saranno convocati in un tribunale penale che dovrà decidere, con possibili decisioni che vanno dalla semplice ammenda fino a tre anni di prigione.
Dario Di Ponzio











