Editoriale
La Lazio vola in Finale, la Roma dovrebbe imparare

C’è qualcosa di magico, e al contempo di profondamente razionale, nella notte vissuta dalla Lazio. È una notte che non può essere archiviata come un semplice evento sportivo, ma che merita di essere sezionata, studiata, osservata anche oltre le mura di Formello. Il riflesso di questa impresa arriva, o almeno deve arrivare dritto a Trigoria, agendo come uno specchio spietato che rimanda l’immagine di una Roma imprigionata in un clima di perenne guerra fredda.
Due sponde, due destini
Sì, perché mentre sulla sponda biancoceleste si festeggia l’approdo in finale di Coppa Italia, dall’altra parte del Tevere si respira l’aria pesante della separazione in casa. Il dualismo tra Gasperini e Ranieri ha assunto i contorni di una sfida da “Highlander”: ne resterà soltanto uno. In casa giallorossa si vive un’eterna rivoluzione che sa di immobilismo, un eterno anno zero che condanna i tifosi all’ennesima stagione senza Champions League e senza trofei da esporre in bacheca.
Il paradosso è evidente se si analizza il contesto laziale. Quella in corso è, sulla carta, la peggiore delle stagioni possibili: un mercato bloccato, zero acquisti, le voci di un addio imminente di Sarri, le contestazioni della piazza e uno stadio spesso vuoto, disertato, abbandonato per la polemica con Lotito. Eppure, nonostante le macerie apparenti, la Lazio è lì. Ha trovato la forza di compattarsi e raggiungere l’atto conclusivo di una competizione che la Roma non vince dal lontano 2008 e la cui finale manca dal tragico (per i giallorossi) 2013.
Più di una semplice partita
Raggiungere la finale non significa solo prestigio. Per il club di Lotito si traduce in introiti certi, visibilità nazionale e internazionale e la certezza della Supercoppa. È una boccata d’ossigeno finanziaria e sportiva che regala una via d’accesso all’Europa proprio quando il campionato si è fatto estremamente impervio. Ma soprattutto, regala speranza e futuro ai tifosi.
La Lazio non ha ancora alzato la coppa, è vero, ma è in corsa per un obiettivo concreto. Questa è la differenza sostanziale con la Roma: la capacità di restare competitivi anche nel caos. Mentre il progetto giallorosso sembra sfaldarsi tra tensioni interne e mancanza di risultati e gli obiettivi sfuggono via (Torino e Bologna l’hanno eliminata anzitempo da Coppa Italia ed Europa League) la Lazio trasforma la crisi in opportunità. La finale si giocherà a Roma, nel giardino di casa, offrendo ai biancocelesti la possibilità di scrivere un’altra pagina di storia, lasciando ai rivali solo l’amarezza di un’ennesima stagione di rimpianti.











