Faccia a Faccia
Soulé vs Gudmundsson, le luci sulla trequarti

Roma-Fiorentina è sempre una sfida dai mille sapori e dalle tante questioni da sviscerare. Tanti duelli a distanza anche oggi, con quello tra Soulé e Gudmundsson che ha tutto per prendersi la scena e far divertire. Un faccia a faccia che dunque merita di essere analizzato.
Inizi super
Classe 2003, la carriera di Matías Soulé inizia in Argentina, dove muove i primi passi nel Club Atlético Kimberley e nell’Argentinos del Sud, piccole realtà di Mar del Plata, prima di essere notato dagli osservatori dei grandi club. All’età di 12 anni entra nel settore giovanile del Vélez. Ed è qui che scala rapidamente le gerarchie, diventando uno dei profili più interessanti del panorama nazionale e attirando l’attenzione dei top club europei. Nel gennaio 2020, la Juventus approfitta di una disputa contrattuale con i sudamericani e lo porta a Torino a parametro zero. Inizia con l’Under 17 e l’Under 19, mettendosi in luce soprattutto in UEFA Youth League, con sei presenze, due gol e tre assist. Il vero salto tra i professionisti avviene con la squadra Under 23 in Serie C, dove colleziona 40 presenze e cinque gol, dimostrando di essere già pronto per palcoscenici più importanti. Il debutto ufficiale in prima squadra con la Juventus arriverà poco dopo, il 30 novembre 2021, entrando nei minuti finali di una gara contro la Salernitana. Durante la stagione 2022-2023, viene inserito nella rosa della prima squadra, pur continuando a giocare con la Next Gen, con cui raggiunge la finale della Coppa Italia Serie C. Ma l’11 ottobre 2022 debutta in UEFA Champions League, sostituendo Alex Sandro al 74º della gara persa 2-0 sul campo del Maccabi Haifa, valida per la fase a gironi della competizione. Il 12 marzo 2023 trova la prima rete con la maglia della prima squadra, realizzando il definitivo 4-2 nella vittoria interna in campionato sulla Sampdoria.
Un’esperienza importante per Soulé è stata quella in prestito al Frosinone. S’impone ben presto nell’undici titolare di Eusebio Di Francesco, emergendo tra le rivelazioni della prima parte di campionato, dove il suo impatto è stato davvero di altissimo livello. 36 presenze e 11 reti sono i numeri che dimostrano l’importanza della sua stagione. Nonostante l’apporto realizzativo dell’argentino, a fine campionato la squadra giallazzurra non riesce a raggiungere la salvezza. Ma per lui il grande salto è ormai realtà.
Classe 1997, è il figlio di Guðmundur Benediktsson (ex calciatore e celebre telecronista) e Kristín Fenger, anche lei ex calciatrice della nazionale. Inizia a giocare nel club della sua città natale, ossia il KR Reykjavík, uno dei più prestigiosi d’Islanda. Il suo talento è talmente evidente che attira subito l’interesse degli scout europei. A soli 16 anni, lascia l’Islanda per trasferirsi in Olanda. L’avventura comincia nel settore giovanile dell’Heerenveen, una tappa fondamentale per la sua formazione giovanile, sebbene non abbia mai debuttato ufficialmente in prima squadra. Inserito nelle formazioni Under 19 e Under 21, in questo periodo ha affinato le sue doti. Nel 2015, il salto di qualità avviene con il passaggio al PSV Eindhoven. Si mette in mostra nello Jong PSV, la squadra riserve, dove segna a raffica in tre stagioni di Eerste Divisie (la Serie B olandese). Il suo esordio ufficiale in Eredivisie avviene nel 2017. Pur trovando poco spazio in una squadra ricca di campioni, vince il titolo nel 2018. Viste le poche presenze, viene ceduto all’AZ Alkmaar. Ed è qui che diventa rapidamente un titolare fisso, debuttando nelle competizioni europee e accumulando esperienza preziosa in Europa League e nelle fasi di qualificazione alla Champions League. In particolare, nella stagione 2020-2021, segna due gol in Europa League e altri due nei preliminari di Champions. Ed è proprio questa la sua annata più prolifica, con sette reti in campionato. Nella sua ultima mezza stagione in Olandam prima di trasferirsi al Genoa a gennaio, realizza sei gol tra Eredivisie e Conference League.
Storie da raccontare
Arrivato dalla Juventus per circa 30 milioni di euro (bonus inclusi) nell’estate 2024, Soulé prova fin da subito a prendersi la Roma. Il suo primo gol arriva il 3 novembre 2024 contro il Verona, segnato con un tocco di classe di tacco sinistro su assist di Zalewski. L’argentino paga un’avvio complesso, ma con l’arrivo di Ranieri riesce a trovare la sua dimensione. Infatti la sua crescita è evidente, tanto che, nella parte conclusiva del campionato aumenta il suo impatto, realizzando gol pesanti come quello nel derby contro la Lazio (finito 1-1) e la rete decisiva nella vittoria contro l’Inter. Dimostra anche di poter coesistere con Dybala, con i due che spesso svariano sulla trequarti, offrendo imprevedibilità alla manovra offensiva. Il resto è storia di quest’anno, dove, nella prima parte di stagione, è spesso il trascinatore dell’attacco, risultando tra i migliori centrocampisti offensivi della Serie A per dribbling e occasioni create.Da metà febbraio, si trova a fare i conti con una fastidiosa pubalgia, che lo costringe saltare diverse partite cruciali, tra cui il doppio confronto di Europa League contro il Bologna. Il rientro delle ultime settimane però fa ben sperare per un finale di stagione ad altissimo livello.
L’esperienza al Genoa, che inizia nel gennaio del 2022, è il vero trampolino di lancio per la carriera di Albert Guðmundsson. In realtà, va detto che il suo impatto iniziale è timido, con un solo gol e la retrocessione del club in Serie B. Sotto la guida di Alberto Gilardino, però diventa l’uomo della provvidenza. Spostato nel ruolo di seconda punta con libertà di svariare, trascina i liguri alla promozione immediata, superando agevolmente la doppia cifra. Si ripete l’anno successivo in Serie A, chiudendo la stagione con 14 gol e cinque assist. Passa alla Fiorentina per circa 30 milioni. Piccoli infortuni, controversie legali, debutto da sogno, con la doppietta alla Lazio e la rete al Milan: nei primi mesi viola accade di tutto. Ma poi una lesione di al bicipite femorale della coscia destra lo tiene lontano dai campi per diverse settimane. Al rientro fatica un poì a trovare la forma e chiude con otto centri tra campionato e coppe. Il resto è storia di quest’anno, con i viola in difficoltà e l’islandese provata in nuovi ruoli, come quello di falso nove. Le nove reti stagionali e i continui fastidi fisici dimostrano che l’apporto c’è, ma si cerca la quadratura del cerchio.
Chi è più forte
Dribbling, abilità nell’uno contro uno, controllo di palla, visione di gioco e intelligenza tattica: queste le qualità di Soulé. L’argentino per di più eccelle nei calci piazzati, dove è vero specialista. Matias è bravo nel mettersi al servizio della squadra, come dimostrato dai tanti assist. Può sicuramente migliorare, soprattutto nel non eccedere con il cercare la giocata con insistenza, ma i margini di crescita sono ampissimi. Dribbling stretto, creatività, fantasia, finalizzazione e duttilità sono invece le armi di Gudmundsson. L’islandese può occupare più ruoli sul fronte offensivo e questo porta a renderlo più utile in certe fasi di gioco. I lampi sono nel DNA di entrambi, con il viola che magari ha, a oggi, maggiore maturità. Ma i giallorossi ha tutto per essere il fuoriclasse del futuro.











