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Como bellezza incompiuta, Inter forza bruta: San Siro ha detto la sua

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Il ritorno della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Como ha dato tante risposte. Anzi, a dirla tutta, forse si può parlare di conferme. 90 minuti che hanno parlato e che non hanno potuto lasciare indifferenti, e non solo per lo spettacolo che è stato garantito in quel di San Siro.

I lariani, dal canto loro, hanno dimostrato, ancora una volta, di essere squadra coraggiosa, aggressiva, determinata, bella da vedere e, a tratti, addirittura spettacolare. A mancare però è stata quella compattezza, quella maturità, quel killer instict e tutto quello che è inevitabilmente necessario per portare a casa queste partite e per raggiungere certi traguardi. Lo stesso Fabregas, nel post partita, ha ammesso che manca quel qualcosa per fare il definitivo salto. La sensazione però è che per i lombardi, e forse anche un po’ per lo spagnolo, questa potrebbe davvero essere la stagione delle occasioni perse. Se non addirittura buttate al vento. Perché, quando sei avanti di due gol, a meno di un tempo dalla fine, e hai la palla per chiuderla, non puoi non mangiarti le mani. E non puoi non chiederti se qualche errore, nella lettura del match, sia stato fatto.

Altra storia quando si parla dell’Inter. Le difficoltà non possono essere cancellate, anche se forse servono per sottolineare i meriti e il valore dell’avversario. Incredibile però la reazione, la rabbia, la grinta e la cattiveria con cui i nerazzurri sono riusciti a ribaltare la situazione, spingendo il piede sull’acceleratore. Una dimostrazione di forza, di testa e di carattere che, oltre a dare la finale di Coppa Italia, con il senno di poi, non può non essere la perfetta legittimazione per uno scudetto ormai dietro l’angolo. Ovviamente ci sono i singoli, Calhanoglu in testa: quando il turco si accende non c’è davvero nessuno. Sicuramente non si può non parlare di Chivu, quello che a inizio stagione, viste le pochissime partite, veniva considerato come il debuttante. Il rumeno ha dimostrato esperienza, intelligenza, capacità di leggere i momenti e di saper toccar le corde giuste che hanno solo i veterani. E questa è ancora la risposta. Con un sogno double più vivo che mai.

Giornalista freelance, copywriter e ghostwriter. Sono uno dei volti e delle firme storiche di Sportcafe24.com

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