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“Le Malvine sono argentine”. E Maradona è…il solito Maradona

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Compaio, ergo sum. L’Ice Bucket Challenge, la sfida della secchiata d’acqua gelida in testa promossa per raccogliere fondi contro la sclerosi laterale amiotrofica, è ormai diventata uno status symbol da esibire come il Rolex o la supercar, e per i vip di tutto il mondo la partecipazione alla catena di sant’Antonio più trendy del momento equivale a un certificato di “esistenza in vita”. Ti sei fatto “lavare”? Allora esisti. Nessuno ti ha “nominato”?…E chi sei?

Diego Armando Maradona

Diego Armando Maradona

BENVENUTI A BORDO – Come tante piccole scenette da un Titanic ormai in rotta di collisione contro l’iceberg, i video virali dell’Ice Bucket Challenge la dicono lunga sulla società che ci circonda, i suoi media (Corey Griffin, il 27enne americano tragicamente scomparso tre giorni fa non era l’inventore della “Sfida del secolo” come scritto da quasi tutti i giornali, ma gallina finta fa comunque buon brodo…) e la sua dorata élite. Anche tu hai un’anima, falla vedere! Ecco il messaggio subliminale – ma anche no – della bella e astuta iniziativa partita dalla “base” (milioni di persone qualunque che si sono postate sui social mentre si sottopongono alla gelida secchiata) con la speranza di arrivare alvertice“. Anche le celebrità, infatti, hanno un cuore che pulsa sotto la camicia di seta o il reggiseno mozzafiato, e se la patente di “creatura sensibile e generosa” è offerta a un prezzo ragionevole – la libera donazione alla ricerca scientifica – allora il gioco mediatico è fatto. A guadagnarci sono tutti, in fondo, nobile causa in primis.

UNO A CASO – Purtroppo, però, anche nel coro più numeroso, “vipputo” e ben orchestrato di tutti i tempi c’è sempre qualcuno che stecca. E’ il caso, guarda caso, di Diego Armando Maradona, che si sottopone al rito della secchiata indossando una maglietta con la scritta “Las Malvinas son Argentinas”, le Malvine – nome spagnolo delle britanniche isole Falkland – sono argentine. Ora, nessuno, almeno fin qui e a quanto ci risulta, aveva approfittato del prestigioso palcoscenico per inquinarlo con la politica, e solo il Pibe de Oro poteva riuscire a oltraggiarlo con un messaggio così stupidamente “militarista“. Il pensiero di tutti, infatti, vola immediatamente al conflitto scatenato nel 1982 dalla giunta militare del Paese sudamericano invadendo le isole Falkland (remoti lembi di terra sub-polare rivendicati dall’Argentina e appartenenti alla corona britannica), una guerra assurda conclusa con la rapida sconfitta degli aggressori e la caduta del loro sanguinario regime.

Cosa c’entra tutto ciò con la lotta alla Sla è chiaro solo a Maradona, e l’ostentazione dello slogan nazionalista, a dir poco infelice, lo è ancor di più in un momento così difficile e doloroso per l’intero pianeta (dall’Iraq alla Striscia di Gaza, dalla Libia all’Ucraina…). Ecco, ci mancavano solo Diego e le sue rivendicazioninostalgiche“. D’altra parte, che volete farci? L’hombre è fatto così: la mano – quella che inflisse il “giusto” castigo agli inglesi ai mondiali dell’86 – è quella de Dios, forse, ma il cervello è di sicuro quello di Maradona. In video veritas.

Enrico Steidler

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